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Sarzana (Sarzànna in ligure e in dialetto spezzino) è un comune italiano situato nella zona sud-orientale della provincia della Spezia in Liguria, confinante a nord con il territorio del comune di Santo Stefano di Magra e Aulla, a est con Fosdinovo, Castelnuovo Magra, Ortonovo e Carrara, a sud con Ameglia ed è bagnata dal Mar Ligure e ad ovest con Lerici e Vezzano Ligure.

Con i suoi 21.358 abitanti, è il secondo comune più popolato della provincia della Spezia, dopo il capoluogo spezzino.

Grazie alla sua posizione, Sarzana è dalla sua fondazione crocevia di importanti vie di comunicazione tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia-Romagna. Sin dall'antichità fu centro agricolo, commerciale e strategico di grande rilievo, e già in età medievale importante centro religioso e giuridico, con la sede vescovile e del tribunale.

Geografia fisica

Territorio

Sarzana sorge nella parte terminale della vallata del Magra, a pochi chilometri dall'estuario del fiume, in una zona relativamente pianeggiante ad est del fiume, detta appunto Piana di Sarzana. La città sorge ai piedi della collina di Sarzanello, un rilievo di circa 150 metri s.l.m. Il sistema orografico circostante è rappresentato dalle asperità che diradano dalle vicine Alpi Apuane. Il comune è inserito nel Parco naturale regionale di Montemarcello - Magra.

Nei pressi di Sarzana scorre il fiume Magra, il cui bacino è alimentato anche dall'affluente sarzanese del torrente Calcandola. Oltre al fiume sono presenti due specchi d'acqua, di dimensioni modeste, detti "Bozi", termine dialettale che indica la pozzanghera, in questo caso l'acquitrino, e che quindi rimanda alle piccole dimensioni dei due laghetti.

Il centro abitato si trova a pochissimi chilometri dal mare e dal confine con la regione Toscana. La sua posizione geografica ha fatto di Sarzana una vera e propria terra di confine, un punto di contatto tra usanze, tradizioni e storie differenti.

Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Sarzana Centro; presso la frazione di Luni del comune di Ortonovo è ubicata la stazione meteorologica di Sarzana Luni, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima che caratterizza la città e la sua piana.

Clima

Il clima della città di Sarzana è influenzato da due fattori: la vicinanza del mare, che tende a mitigare sia i rigori invernali sia la calura estiva, e la continentalità nella quale è ubicata la città.

Storia

Le origini ed il toponimo

Il nome Sarzana appare citato per la prima volta in un diploma dell'imperatore Ottone I datato al 963, nel quale viene riconosciuto al vescovo di Luni il possesso del castrum Sarzanae. Doveva all'epoca trattarsi probabilmente di un piccolo borgo fortificato, situato dove attualmente si trova la fortezza di Sarzanello, a controllo delle vie che percorrevano il fondovalle.

In realtà il luogo dove sorge oggi il borgo doveva esser popolato già in epoca neolitica, in virtù dei reperti archeologici rinvenuti, soprattutto da alcuni esemplari di statue stele, forma artistica diffusa nel territorio lunigianese.

Alla conquista romana della piana lunense si lega con tutta probabilità la toponomastica del luogo: il nome deriva probabilmente dal prediale Sergius, da cui sarebbe derivato il femminile Sergiana a cui si aggiungerà presto la denominazione militaresca di castrum.

Tra vescovi e imperatori

Intorno al 1000 un nucleo abitato si andò formando più a valle in corrispondenza dell'incrocio tra la Via Aurelia e la Via Francigena, che immetteva verso Parma e Piacenza.

La decadenza della vicina Luni, provocata dalle incessanti e devastanti incursioni dei Saraceni, fu tra le cause della crescita di Sarzana. Papa Innocenzo III decretò il passaggio della sede vescovile, nelle bolle del 7 marzo 1203 e del 25 marzo 1204, dalla oramai spopolata Luni, a Sarzana.

Intorno al 1240, a seguito delle vicende che portarono al consolidamento del potere imperiale di Federico II in Toscana, il vescovo lunense Guglielmo fu costretto all'esilio nella guelfa Lucca ed al suo posto prese il potere un vicario imperiale, il marchese Oberto II Pallavicino. Quest'ultimo con l'aiuto delle forze ghibelline dei Malaspina e dei pisani conquistò il borgo di Lerici nel 1241.

Dopo la sconfitta di Federico II, il vescovo Guglielmo fece ritorno alla sua sede, trovando un altro avversario più temibile: Nicolò Fieschi. Il potente genovese, nipote di papa Innocenzo IV incominciò ad annettere le contee dei vassalli vescovili ed il suo potere si estese ben presto da Lavagna fino ad arrivare alla Val di Magra. Ma nel 1270, con la presa del potere della parte ghibellina nella Repubblica genovese, cambiò il corso delle cose e il Fieschi dovette cedere le terre in suo possesso proprio alla repubblica marinara, la quale si andava rafforzando nell'intero circondario lunigianese.

Nel 1273 venne nominato successore del vescovo Guglielmo, Enrico da Fucecchio, il quale nel 1276, a seguito di episodi di "insubordinazione" al potere vescovile da parte dei burgensi sarzanesi, li scomunicò a scopo intimidatorio, ma fu cacciato dalla città e costretto a rifugiarsi in Lunigiana. Solo dopo l'intervento del Pontefice, Bonifacio VIII, i cittadini vennero costretti ad accettare il successore di Enrico, Antonio Nuvolone da Camilla.

Il 6 ottobre del 1306, nell'antica Piazza della Calcandola, Dante Alighieri ricevette quella procura in bianco dal marchese Franceschino Malaspina di Mulazzo in forza della quale egli poté recarsi, la mattina stessa, in Castelnuovo Magra a siglare la pace con il vescovo-conte di Luni Antonio Nuvolone da Camilla. Gli Atti originali della Pace di Castelnuovo, a rogito del notaro sarzanese Giovanni di Parente di Stupio (custoditi in originale presso l'Archivio di Stato della Spezia), fanno di Sarzana (e di Castelnuovo Magra) gli unici luoghi certi dell'intera biografia dantesca dell'esilio, in compagnia della sola, fatale Ravenna.

La pace siglata da Dante segnò di fatto la fine del potere temporale dei vescovi in Lunigiana. Il 12 giugno 1316 il vescovo Gherardino Malaspina, nominò Castruccio Castracani visconte della diocesi lunense, il quale dominò la città fino alla sua morte, il 3 settembre 1328.

Successivamente la rappresentanza della città si recò presso l'imperatore Federico III di Aragona, per chiedere il riconoscimento i diritti acquisiti dal vescovo Gherardino in esilio (soprattutto diritti tributari), che li concesse.

Nel 1343 Sarzana tornò sotto l'influenza dei Pisani per passare successivamente sotto la dominazione della Repubblica genovese (1438), concludendosi con quella dei Medici, che strinsero d'assedio la città nel 1487, durante la guerra, denominata "guerra di Serrezzana". A causa della guerra la fortezza Firmafede fu completamente distrutta, per poi esser riedificata e denominata appunto Cittadella. Poco prima, nel 1469, fu insignita del titolo di Sigillum civitatis Sarzane dall'Imperatore Federico III.

Dalla Repubblica Genovese al Regno d'Italia

Passò quindi ancora a Genova prima attraverso il Banco di San Giorgio e poi, direttamente nel 1562. Il controllo della zona rimase in mani genovesi fino alla caduta, per opera di Napoleone Bonaparte il quale edificò la sua residenza personale, ancora oggi visitabile, nei pressi della Pieve di Sant'Andrea.

Nel 1797, proprio Napoleone Bonaparte fece entrare a far parte Sarzana della Repubblica Ligure e nominandola capoluogo di uno dei tre Cantoni del Dipartimento degli Appennini, fino al 1815, quando con il Congresso di Vienna, il suo territorio venne incluso nel Regno di Sardegna e dal 1861 fece parte del Regno d'Italia. Dal 1859 al 1923 il comune di Sarzana appartenne alla provincia di Massa-Carrara e in seguito entrò a far parte della neonata provincia spezzina.

Dal fascismo ai giorni nostri

Sarzana fu protagonista nell'estate del 1921 di elevati contrasti tra squadre fasciste e popolazione, culminati il 21 luglio nei cosiddetti Fatti di Sarzana, uno dei pochi episodi di resistenza armata all'ascesa del Fascismo.

L'impeto e la tenace resistenza della popolazione al regime si riaccesero durante il periodo posteriore all'armistizio dell'8 settembre 1943.

Durante l'occupazione nazista, la popolazione di Sarzana, diede un decisivo contributo alla lotta partigiana. Sulle colline sovrastanti la città si formarono gruppi spontanei dei cosiddetti "sbandati" poi riuniti in vere brigate partigiane, la più famosa fu la brigata "Ugo Muccini". La lotta che intrapresero queste formazioni fu determinante per contenere la violenza e la forza degli occupanti tedeschi e fascisti, responsabili di eccidi efferati nelle vicine località lunigianesi e garfagnine.

Un altro fattore determinante fu la vicinanza alla Linea Gotica, fattore che caratterizzò l'asprezza della lotta partigiana nel sarzanese sottolineata da molteplici scontri tra partigiani e nazifascisti, scontri nei quali venne pagato un alto tributo di vite.

Simboli

Descrizione araldica dello stemma:
« D'azzurro alla luna montante, sormontata da una stella di otto raggi, il tutto d'oro; con le sigle O.P.Q.L. pure d'oro, ordinate in fascia e nel capo »

(Comuni-Italiani.it)

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito decreto datato al 9 marzo del 1893.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La presenza secolare della sede vescovile a Sarzana fu senz'altro uno dei motivi principali che hanno indotto il commissionamento della costruzione delle chiese sarzanesi, ma soprattutto uno dei motivi principali della venuta a Sarzana di maestri scultori, pittori del medioevo.

La cattedrale

La cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, fu edificata sull'area dove sorgeva la Pieve di San Basilio a partire dal 1204. Il lavori di costruzione terminarono nel 1474 con il compimento della parte superiore della facciata ad opera di Leonardo Riccomanni da Pietrasanta. Successivamente alla conclusione dei lavori, nel 1735 furono poste sulla facciata le statue di Sant'Eutichiano al centro, di Sergio IV a sinistra e di Niccolò V a destra.

La chiesa è in stile romanico-gotico, con la facciata in marmo bianco, il portale con sovrastante rosone gotico e fiancheggiata da due corpi laterali del XVII secolo. A destra c'è il campanile merlato, aperto in progressione da monofore e quadrifore, unico resto dell'antica Pieve di San Basilio. L'impianto è a croce latina suddiviso in tre navate, divise tra loro da ampie arcate costituite da pilastri ottagonali raccordati da archi a tutto sesto. Il soffitto è a cassettoni in legno, intagliato da Pietro Giambelli tra il 1662 ed il 1670.

Al suo interno sono custoditi dipinti del Solimena e del Fiasella, come la Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta, il Martirio di Sant'Andrea e La Strage degli Innocenti, opere scultoree rinascimentali come l'ancona della Purificazione e la Incoronazione, di Leonardo e Francesco Riccomanni, una terracotta della scuola di Luca Della Robbia.

La cattedrale sarzanese è conosciuta soprattutto perché ospita la più antica croce dipinta italiana, opera del Maestro Guglielmo, datata 1138 e definita opera fondamentale della pittura romanica. Il crocifisso di Mastro Guglielmo, sebbene ridipinto nel corpo e nel volto nel XIV secolo, segna un famoso esempio dall'iconografia del Christus triumphans prima dell'affermarsi dell'iconografia del Christus patiens; vi è ritratto un Gesù con espressione più umana e sofferente, tipica della spiritualità dell'epoca.

La Chiesa è famosa per la reliquia del sangue di Gesù Cristo, raccolto durante la crocefissione. La reliquia è custodita nella cappella "del preziosissimo sangue" a destra dell'altare maggiore.

Pieve di S.Andrea

La Pieve di Sant'Andrea è l'edificio sacro più antico di Sarzana, risalente tra il X secolo ed il XI secolo, ricordata per la prima volta come sede del Sinodo del 1137. Venne costruita in tre fasi distinguibili da alcuni elementi sia architettonici che testamentari: la bifora di facciata, ornata da una testa apotropaica, risale al primo periodo; gli Statuti del 1330 menzionano un'opera di ristrutturazione con la demolizione di una parte della chiesa e il rialzamento della torre campanaria; l'ultima fase risale al 1579 quando l'intera costruzione venne ampliata e ristrutturata, stravolgendo l'impianto romanico, con l'accorpamento delle tre navate in un'unica aula mono absidata e voltata a botte.

La facciata è decorata da un portale cinquecentesco con stipiti ornati da due cariatidi a seno scoperto, sormontato dalla stella ad otto punte, il sidus, simbolo degli Anziani del comune di Sarzana. Furono rimosse le aggiunte barocche del XVII secolo, riportando l'edificio al suo aspetto medievale.

All'interno si trovano sculture marmoree del XIV e XV secolo, raffiguranti il patrono di Sarzana, Sant'Andrea, ed i santi Pietro e Paolo, una fonte battesimale decagonale con basamento marmoreo di Giovanni Morelli da Carrara, e una Vocazione di Santi Giacomo e Giovanni del Fiasella ed altri dipinti.

I recenti scavi, all'interno della Pieve, hanno riportato alla luce, oltre ad un forno per la fusione dei metalli, una serie di reperti.

S.Francesco, la chiesa ed il chiostro

La chiesa di San Francesco sorge su una piazza appena fuori delle mura. La prima notizia documentata dell'edificio religioso risale al 1238, ma la tradizione vuole che San Francesco stesso passò da Sarzana e fondò il convento. Alla fine del XIII secolo il convento era ancora in costruzione, mentre nel XV fu ampliato con il dormitorio ed il chiostro.

La chiesa presenta una facciata a capanna, aperta da un finestrone semicircolare che illumina l'interno. Sopra il portale, una lunetta del XVII secolo rappresenta la Vergine con il Bambino. L'architrave in marmo raffigura San Bernardino da Siena circondato dal cordone francescano, segno della presenza dei frati Minori Osservanti, che presero il posto dei francescani nel 1462.

L'impianto è a croce latina. Nel transetto sinistro si trova il monumento sepolcrale del 1328 di Guarnerio degli Antelminelli, del pisano Giovanni di Balduccio, figlio di Castruccio Castracani e frontalmente si trova la tomba del vescovo Bernabò Malaspina (1338). Sulla porta della sacrestia è possibile ammirare una lunetta affrescata che rappresenta il Cristo in pietà fra Santa Chiara e San Francesco, attribuita a Priamo della Quercia, fratello del più noto Jacopo. Nel primo altare destro, Si conserva anche l' Adorazione dei pastori del Fiasella. La cappella centrale ospita il coro ligneo e l'altare maggiore settecentesco, ornato di putti marmorei con le statue di San Francesco e Sant'Antonio. Tela, Madonna in trono e santi, di Antonio da Carpena detto il Carpenino. Una tela di Tommaso Clerici del 1656, raffigurante l'Adorazione dei Magi, domina a controfacciata dell'edificio.

La chiesa di N.S. del Carmine si trova nell'omonima via del Carmine, al di là delle mura, tra il lato sud della muraglia quattrocentesca e l'oratorio della SS. Trinità del XVII secolo.

La chiesa fu edificata lungo la strada d'accesso alla porta della Dogana, quando si consolidò il quartiere esterno alle mura rinascimentali, soprattutto dopo il 1748 a seguito del disarmo delle fortificazioni della città. Presenta una pianta centrale, ad aula unica, con quattro ampie cappelle in corrispondenza degli assi principali.

L'interno custodisce sopra l'altare maggiore una suggestiva Madonna con il Bambino e i SS. Carlo Borromeo, Bernardino da Siena e Antonio di Padova opera del pittore vicentino Francesco Maffei, uno dei più importanti pittori veneti del XVII secolo.

Altri edifici sacri

A Sarzana sorgono altri edifici come l'Oratorio della Misericordia, la cappella di San Girolamo tra le mura, la chiesa di San Giovanni, la chiesa di Santa Caterina e la chiesa parrocchiale di San Lazzaro, gli oratori della Trinità, di Santa Croce e di Santa Caterina, fuori dalle mura.

Architetture militari

Fortezza di Sarzanello

Uno dei simboli di Sarzana è la fortificazione militare che sorge sulla vicina collina di Sarzanello, da cui appunto prende la denominazione, e domina la vallata del Magra.

Antica sede vescovile, la Fortezza fu per secoli presidio militare della vallata, centro nevralgico e strategico, fu spesso al centro delle contese militari della zona.

Attualmente la Fortezza è visitabile solo negli orari di apertura, mentre l'intera collinetta è liberamente accessibile ed è un punto panoramico suggestivo su tutta la vallata. Sovente la Fortezza ospita eventi culturali come mostre o eventi musicali.

La Cittadella o Fortezza Firmafede

La Cittadella o Fortezza Firmafede fu la prima fortificazione cittadina sarzanese e fu edificata nel 1249, con la cinta muraria della città, grazie all'aiuto dei Pisani alleati della città.

Nel 1324 Castruccio Castracani apportò numerose e rilevanti modifiche ai sistemi difensivi e successivamente il complesso fu distrutto dai Fiorentini, guidati da Lorenzo de' Medici, nel 1487 durante la "Guerra di Serrezzana". La Cittadella attuale fu realizzata sui ruderi della precedente per ordine di Lorenzo de' Medici che si avvalse del lavoro dei migliori architetti militari fiorentini dell'epoca come Giuliano da Sangallo, Francesco di Giovanni detto il Francione e Luca da Caprina.

Nel 1494 i Genovesi rientrarono in possesso di Sarzana, grazie alla vendita della stessa da parte di Carlo VIII al Banco di San Giorgio, e completarono i lavori della cittadella, oggetto di ulteriori modifiche e rafforzamenti nel XV secolo e XVI secolo. Nel secolo scorso il complesso venne utilizzato come carcere, mentre oggi è utilizzata come sede di manifestazioni culturali e mostre.

Costituita da un corpo di fabbrica principale, di forma quadrilaterale regolare, con al suo interno un maschio centrale, è circondata da un imponente sistema murario di difesa, a cui è frapposto un ampio e profondo fossato. L'accesso principale avviene tramite un percorso che passa attraverso un ponte in pietra che conduce al portone principale, il quale si apre un cortile interno molto ampio, laterale al corpo centrale.

Le porte ed i torrioni

Sarzana era difesa da una cinta muraria segnata da una serie di torrioni che costituivano l'accesso al borgo: il Torrione Testaforte a sud ovest, il Torrione Genovese ed il Torrione Stella a nord ed il Torrione San Francesco a nord est.

Il Torrione Testaforte, fu costruito nel 1513 dal podestà sarzanese Luchino Stella. Sul torrione la famiglia Carpena costruì successivamente la propria residenza, Villa Carpena appunto. Il torrione si congiunge con la Cittadella attraverso un camminamento che sormonta porta Porta Romana, l'accesso meridionale della città.

Dalla parte opposta, percorrendo l'attuale via Mazzini si arriva all'altra porta della città: Porta Parma. Tale accesso è l'anello di congiunzione tra altri due torrioni: il Torrione genovese o di S.Giorgio ed il Torrione Stella. Sul bastione del primo è ancora visibile San Giorgio che uccide il drago, simbolo e testimonianza della presenza genovese in città. A pochi metri dalla porta parte una strada lastricata in ciottolato detta via Torrione Genovese, che ripercorre le antiche mura fino a raggiungere in piazza San Giorgio, antica sede della dogana.

Dalla parte opposta a via Torrione Genovese, si dipana via Torrione San Francesco che conduce al torrione omonimo, anch'esso edificato nel 1513 e ulteriore bastione a difesa della zona settentrionale della città.

Architetture civili

Piazze

L'antica Piazza della Calcandola (oggi Piazza Matteotti) rappresenta senz'altro il cuore del Centro Storico Monumentale di Sarzana.

In questo luogo la mattina del 6 ottobre del 1306, ante missam, Dante Alighieri ricevette la procura in bianco da Franceschino Malaspina, marchese di Mulazzo, che sarebbe valsa la mattina stessa la pace con il vescovo-conte di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla. Si tratta dell'unico luogo certo (assieme al palazzo vescovile di Castelnuovo Magra, teatro del trattato di pace) della presenza di Dante di tutta la biografia dell'esilio (vedi anche, qui, il paragrafo "Storia").

Nel 1906 la piazza fu teatro delle prime celebrazioni ufficiali dell'Anno Dantesco e vi fu affissa la celebre epigrafe, dettata da Achille Pellizzari, che si conclude con lo splendido verso Orma di Dante non si cancella.

Palazzi

Il centro storico di Sarzana è ricco di Palazzi signorili, fatti costruire dalle nobili famiglie per porvi dimora.

Palazzo Neri (1840), costituito da una facciata composita e sobria, ha al suo interno le sale sono tutte affrescate. Il giardino con il pozzo dell'antico convento delle Clarisse, su una parte del quale è sorto il palazzo costituisce un elemento architettonico originale. Tutto l'isolato era occupato dalla chiesa e dal convento, con un'area di pertinenza che occupava parte della vicina piazza Garibaldi. Soppresso il convento, l'edificio fu residenza privata, locanda della posta ed infine palazzo Neri.

Palazzo Magni Griffi (1783), è un significativo esempio di classicismo settecentesco che nella sua struttura essenziale prelude all'avvento del Neoclassicismo. Nella facciata scompare ogni elemento decorativo e rimane solo la geometria delle cornici, in gioco composito curvilineo e triangolare dei timpani. Nell'atrio e nello scalone si trova il gusto scenografico barocco, che torna ad animare lo spazio, grazie al gioco di colonne e balaustre che filtrano la luce proveniente dal cortile interno.

Palazzo Podestà Lucciardi (1819), è un raro esempio di architettura neoclassica, realizzato su progetto di Carlo Barabino. Nel palazzo sarzanese viene espresso un classicismo costruito, ragionato attraverso l'uso del bugnato appiattito. Sul tetto l'altana forma un tempietto classico.

Palazzo Picedi - Benettini (1720), è una costruzione che si erge secondo un impianto tardo rinascimentale toscano ed ha nella facciata la sua forma più originale. Già il basamento in bogne appiattite è ornato da splendide grate in ferro battuto.

Al piano nobile il ritmo è scandito dalle cornici delle finestre e dall'alternanza dei timpani curvilinei con quelli triangolari, motivo ripetuto con più leggerezza all'ultimo piano.

Oltre ai citati esempi architettonici, sono presenti significati elementi come Palazzo Remedi (XVII secolo), Palazzo Massa - Neri (XVIII secolo), Palazzo Tusini. Palazzo De Benedetti ed il Palazzo del Comune (sec. XV - XVIII)

Ville

Fuori dalle mura si trova il complesso di Villa Ollandini, mentre Villa Carpena, sorge su uno dei torrioni perimetrali del centro storico, nella fattispecie Torrione Testaforte.

Museo Diocesano

A Sarzana è possibile visitare il Museo Diocesano, sito museale che raccoglie gran parte del patrimonio artistico della Diocesi spezzina e sito nell'Oratorio della Misericordia.

Cucina

La gastronomia sarzanese ricalca, con alcune varianti minime, la cucina ligure e lunigianese, in particolar modo i prodotti da forno come la farinata, le focacce, i testaroli. Tuttavia Sarzana è conosciuta per l'originalità di un suo dolce tipico, la Spongata, una torta costituita da pasta sfoglia e ripiena di frutta.

Nei dintorni sarzanesi, anche in virtù della presenza di piccole aziende vinicole, si producono discrete quantità di vini bianchi, come il famoso Vermentino delle colline di Luni. La tradizione vinicola della zona è sottolineata anche dalla varietà di viti coltivate che vanno dal bosco, all'albarola, al trebbiano.

Eventi

- Soffitta nella strada, rassegna di mercato dell'antiquariato e del modernariato che si svolge nel periodo estivo, su banchi estemporanei per le vie del borgo.
- Calandriniana, manifestazione di pittori impegnati in produzioni estemporanee nelle strade del borgo. Il centro della manifestazione si svolge in piazza Calandrini.
- Napoleon Festival Rievocazione storica, eventi, legati alla figura di Napoleone
- Festival della Mente, rassegna dedicata alla creatività, ai percorsi di creazione, di sviluppo delle idee ed ai processi creativi in genere, a cui partecipano grandi personaggi italiani e stranieri, massimi esponenti nei campi dell'arte, della letteratura, delle scienze e talvolta dello spettacolo.
- Festival Internazionale del Teatro di Strada, rassegna teatrale per le vie del borgo.
- Fiera tradizionale delle nocciole, con banchetti gastronomici.
- Acoustic Guitar International Meeting, concerti e mostra, Fortezza Firmafede, maggio.

Geografia antropica

Urbanistica

Sarzana è costituita da un impianto urbanistico che ha vissuto alterne vicende, rispecchiando la storia travagliata del borgo.

Nel cuore del centro storico, nell'intorno della pieve di Sant'Andrea, sono ancora individuabili le tracce del castrum romano, con la tipica disposizione dettata dal cardo e dal decumano, originario del borgo, soprattutto nella perpendicolarità degli assi viari interni. Tale regolarità si perde via via nel tempo con l'espansione del centro abitato.

La città conserva tuttora l'immagine dell'originario abitato medievale, nonostante le più tarde opere di fortificazione dovute agli interventi di fortificazioni come le mura, i torrioni e soprattutto la Cittadella, che modificarono pesantemente l'impianto urbanistico del primitivo borgo, conferendogli da quel momento l'aspetto di città murata, dominata dalla massiccia fortezza di Firmafede.

Agli inizi del XIII secolo Sarzana accresce la sua importanza con il trasferimento della sede vescovile, espandendosi notevolmente a livello urbanistico, con la divisione in quartieri. Nel secolo successivo vennero aperte sei porte nelle mura, in corrispondenza delle principali vie di comunicazione. L'intenso sviluppo edilizio continuò fino al XIV secolo, documentato da numerosi edifici fuori delle mura e dalla fondazione di notevoli complessi religiosi, sorti con l'arrivo di nuove comunità religiose, come le Clarisse e i Domenicani.

L'impianto urbanistico principale rimane inalterato a tutt'oggi, con alcune piccole eccezioni dovute ad ammodernamenti, degli accessi al centro storico.

Nel 1999 l'avvio di un importante progetto di riqualificazione urbana che prevedeva la nuova pavimentazione delle principali piazze cittadine, unito all'apertura di numerosi cantieri per l'installazione di condutture legate a vari servizi pubblici, ha condotto all'intervento della Soprintendenza, dapprima con limitate verifiche di emergenza.

Frazioni

Le frazioni principali del comune sono: Falcinello, Marinella di Sarzana e S.Lazzaro.

Falcinello è un antico borgo risalente al X secolo situato su un colle tra Sarzana, Trebiano, Arcola e Vezzano Ligure. Nel 1185 Federico Barbarossa lo concesse in feudo al Vescovo di Luni e nel 1202 la Comunità è governata con Consoli e statuti propri. Dal 1540 passò ai Malaspina ed in seguito rimase comune autonomo fino al 1806, quando venne annesso al comune di Sarzana, a cui da sempre è legato economicamente.

Marinella di Sarzana, tra le frazioni si distingue perché costituisce la "dependence" balneare della cittadina. Geograficamente appartenente della Riviera Apuana, si contraddistingue per un litorale basso e sabbioso ben diverso dalle coste rocciose e scoscese della riviera ligure. Marinella di Sarzana, che sorge praticamente contigua a Marina di Carrara, è oggi al centro di un progetto di rivalutazione che, con l'intento di rilanciare il turismo nella località rendendola una vera e propria antiporta della Versilia, porterà ad una cementificazione di gran parte della zona di pianura attualmente destinata a produzione agricola, bonificata nel XIX secolo.

San Lazzaro è la frazione sorta verso la piana alluvionale, al confine con il comune di Castelnuovo Magra.

Quartieri

Centro Storico, Crociata, Battifollo, Bradia, Grisei, Sarzanello, Trinità-Ponti di Ferro, Falcinello, Grisei-Ghiaia, Marinella, Nave-Fortezza-San Michele, San Lazzaro, Santa Caterina-Olmo-Boettola

Economia

L'economia sarzanese è sempre stata prevalentemente legata all'agricoltura e alle produzioni legate al settore primario, ivi compreso l'allevamento.

L'attività industriale è legata al Cantiere Intermarine.

Attualmente il settore produttivo sarzanese è caratterizzato dalla compresenza di varie attività, tutte volte a sfruttare le peculiarità del territorio e la sua posizione: dall'agricoltura al turismo, dal commercio, senza trascurare l'artigianato e le attività antiquarie.

Agricoltura

Storicamente la piana sarzanese ha sempre espresso una particolare vocazione agricola, soprattutto in virtù dell'area alluvionale disponibile alla coltivazione, pressoché inesistente in altri zone della provincia.

Nel 1990, Sarzana disponeva di 5,6 ettari di superficie agricola utilizzata, passati a 6,8 ettari nel 1999 (+21,4%).

Tra le coltivazioni più importanti spiccano la viticoltura, con la conseguente produzione vinicola, in particolare con la produzione vinicola del Colli di Luni "Vermentino", sia rosso che Bianco, e la coltivazione dell'olivicoltura e produzioni di olio d'oliva. Negli ultimi anni è incrementata notevolmente la pratica dell'agricoltura biologica, soprattutto per quanto riguarda la produzione di ortaggi.

Allevamento

L'allevamento riveste un settore fondamentale del territorio sarzanese, in particolare la zona retrostante il litorale balneare, detta la "Tenuta" si pratica l'allevamento della razza frisona su una superficie di circa 450 ettari, divenendo una delle realtà zootecniche maggiori della Liguria.

La produzione di latte fresco pastorizzato e confezionato si attesta sui 3.500.000 di litri all'anno ed inoltre si ha la produzione casearia.

Anche se marginale, si pratica l'allevamento di equini e ovini.

Turismo

Sarzana fa del turismo una delle risorse principali della sua economia.

Grazie al suo impianto urbanistico, il borgo racchiude un miriade di gioielli d'arte, facilmente accessibili a tutti, dalle sue architetture alle sculture, i dipinti presenti negli edifici e nelle chiese sarzanesi.

Oltre al turismo culturale, il territorio sarzanese riserva anche la possibilità di godere delle vicinanze del mare, con la frazione di Marinella di Sarzana, sede di numerosi stabilimenti balneari.

Si tratta di un litorale sabbioso lungo circa 3 chilometri, lungo i quali si alternano spiagge libere e concessioni demaniali. Il litorale sarzanese è conosciuto, ed apprezzato, sia per la relativa facilità di accesso, sia per la vicinanza dai centri urbani maggiori della zona.

Altro

Nei pressi di Sarzana sorge l'eliporto della Marina Militare di Luni e l'approdo fluviale per barche da diporto di Marina 3B. Questi ultimi sono raggiungibili transitando, in direzione Marinella di Sarzana, il viale che porta, sul suo finire, alle spiagge del litorale.

Voci correlate

- Riviera Ligure di Levante
- Lunigiana
- Fatti di Sarzana
- Dipartimento degli Appennini
- Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato
- Val di Magra
- Museo Dantesco Lunigianese
- Caso "Serviatti"
- Cantiere Intermarine di Sarzana

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