La Spezia (Spèza in dialetto spezzino, pronunciato /ˈspɛza/) è un comune della Liguria e il capoluogo dell'omonima provincia. Con i suoi circa 95.000 abitanti è il secondo comune più popoloso della regione (la sua area urbana conta 126.000 abitanti), preceduto solo dal capoluogo Genova.
La città si trova all'estremo levante della regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome. Tale golfo, conosciuto anche con l'appellativo di Golfo dei Poeti, è cinto da una catena di colline, la cui cima più imponente è il monte Parodi, asperità che è situata alla periferia occidentale del centro abitato.
Il territorio comunale spezzino fa parte dell'Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Magra ed una piccola porzione del territorio comunale, rappresentata dal piccolo borgo di Tramonti e dalla circostante collina, fa parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Geografia fisica
Territorio
La città sorge su un angusto lembo di terra stretto tra mare e monti; diretta conseguenza di ciò è la presenza di numerosi quartieri collinari e la disposizione piuttosto irregolare della pianta urbana, che negli anni venti ha richiesto addirittura lo sbancamento del colle dei Cappuccini (dove sorge l'attuale Piazza Europa) per consentire al centro storico lo sviluppo possibile verso est, in direzione della piana di Migliarina, poiché l'area ad ovest è occupata dall'Arsenale Militare.
Tale sviluppo urbanistico ha richiesto ingenti opere di bonifica; infatti dove oggi sorge la gran parte dello scalo portuale era un tempo un'ampia zona paludosa, detta gli Stagnoni.
Il golfo che protegge la città ha una estensione di circa 150 ettari, ed è chiuso da una diga foranea lunga circa 2.210 metri con due passaggi, quello di ponente di circa 400 metri e quello di levante di circa 200 metri. L'insenatura del golfo ha una profondità di 4,6 km ed una larghezza di 3,2 km.
Proprio la particolare conformazione del golfo, ben riparato dalla furia delle mareggiate e da possibili attacchi nemici, ha fatto sì che alla Spezia venisse costruito uno dei più grandi arsenali della Marina Militare e, nel corso degli anni, si potesse sviluppare uno dei maggiori porti mercantili del Mar Mediterraneo.
Clima
La Spezia gode generalmente di un clima temperato caldo; nello specifico, il clima dominante è di tipo mediterraneo, influenzato da influssi atlantici e caratterizzato generalmente da inverni miti, grazie all'azione mitigatrice del mar Ligure e dello scirocco proveniente dall'Africa. Tuttavia non sono infrequenti le incursioni di aria fredda di origine balcanica (proveniente dai valichi comunicanti con la Pianura Padana che si trovano alle spalle della città) che fanno abbassare la temperatura, facendo scendere la colonnina sotto lo zero. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di 7,6 °C. Le estati sono caratterizzate da temperature piuttosto elevate, con medie del mese più caldo (luglio) superiori ai 24 °C.
La piovosità è elevata, sia per la posizione nell'arco ligure, investito dai venti umidi, sia per l'azione di copertura degli Appennini. Il regime pluviometrico è di tipo sub-litoraneo appenninico, con picchi di massimi in autunno (maggiore) e in primavera, e picchi di siccità in inverno ed in estate. La media pluviometrica è di 1343 mm di pioggia annui. Pur non essendo tipiche del clima mediterraneo, le nevicate non sono infrequenti in città, soprattutto negli ultimi anni, e più copiose sulle alture e nelle zone dell'entroterra.
Inverno
Durante i mesi più freddi quando persistono condizioni di cielo sereno e calma di vento La Spezia risulta una delle zone costiere con le temperature minime più fredde della Liguria, con temperature capaci di gelare l'acqua nelle fontane cittadine (il 4 gennaio 2009 la temperatura è scesa a -7.5 °C, una delle più basse dal 2000), mentre nell'entroterra le zone più umide vengono coperte da uno strato di brina che difficilmente si scioglie nelle ore più calde e sui ripidi pendii rocciosi delle colline spesso si formano piccole cascate di ghiaccio. Nelle zone riparate e esposte al sole, invece, la temperatura diventa particolarmente mite e piacevole. Questo fatto si riscontra anche nella vegetazione sulle colline del Golfo Spezzino, dove nei versanti più freddi e umidi (nord e est) sono presenti pini, e castagni; nei versanti più caldi, invece (sud e ovest) abbondano gli olivi. Al contrario, in giornate nuvolose e con precipitazioni, i venti nel Golfo Ligure si predispongono in senso antiorario causando pesanti nevicate nella zone tra Genova e Savona portate dalla Tramontana scura (vento da NNE), mentre nel Levante Ligure la componente sud orientale dei venti in superficie porta aria più mite dal mare che inibisce le nevicate abbondanti se non in eventi eccezionali (per esempio nel 1985 e nel 1991).
Primavera
La primavera risulta estremamente variabile con abbondanti precipitazioni e numerosi giorni di pioggia. All'inizio della stagione, tardive ondate di freddo spesso portano la neve sulle cime delle colline del Golfo, e talvolta qualche fiocco di neve cade anche in città durante i rovesci più intensi. Questi fenomeni nevosi "ritardatari" si verificano specialmente verso la fine di marzo, quando generalmente le basse pressioni presenti sul Mediterraneo favoriscono le ultime incursioni di aria gelida proveniente dalla Scozia o dalla Scandinavia. D'altro canto non mancano giornate particolarmente miti che spingono gli Spezzini a fare le prime gite "fuori porta" o delle passeggiate sui lungomare della Riviera dove guardano stupiti i turisti stranieri che nuotano nel mare come se fosse piena estate, nonostante la temperatura dell'acqua non superi i 14 gradi centigradi.
In primavera inoltrata le giornate soleggiate sono sempre più frequenti, ma rovesci e temporali, talvolta con violente fulminazioni e grandinate, possono scoppiare all'improvviso in qualsiasi momento. La primavera del 2008, ad esempio, è stata una delle più piovose e fredde con temperature che si sono mantenute quasi sempre sotto i 20 °C fino ai primi di giugno e nella quale il giorno di Pasqua la neve è caduta abbondante sul monte Parodi.
Estate
L'estate spezzina è caratterizzata da giornate calde e assolate. La forte evaporazione del mare e di un terreno saturo della pioggia primaverile, spesso causa sensazioni di afa opprimente durante il giorno. Non di rado all'inizio dell'estate, si sviluppano foschie anche dense creando un'atmosfera pesante e lattiginosa, e talvolta una nebbia alta orla le colline del Golfo più esposte. L'attivazione delle brezze marine nel primo pomeriggio porta condizioni più fresche soprattutto in riva al mare. Durante il culmine dell'estate l'umidità tende a diminuire, dando luogo a temperature più alte, ma con aria più asciutta. Al contrario di ciò che accade d'inverno, durante i giorni di alta pressione e calma di vento, La Spezia registra temperature superiori alle altre zone costiere della Liguria, ma con una maggiore escursione termica, così che durante la notte le condizioni di afa sono poco frequenti, e occorrono solo durante le ondate di caldo più intense.
I temporali estivi pomeridiani, molto frequenti nell'interno e sulle montagne appenniniche, giungono molto raramente sulla costa e tendono a colpire la zona orientale della città e la piana del fiume Magra, lasciando all'asciutto le zone occidentali e la riviera Spezzina. Lungo la costa, invece, la principale fonte di precipitazioni durante la siccità estiva sono i temporali notturni. Quando le condizioni sono ideali, l'aria fresca e densa proveniente dagli "outflow" dei temporali pomeridiani montani si precipita verso la costa e scalza l'aria calda e umida presente sulla superficie del mare spingendola nell'alta atmosfera, creando temporali violenti, intensi e autorigeneranti con tuoni fragorosi, fulminazioni spettacolari e raffiche di vento impetuose. Questi temporali sono particolarmente difficili da prevedere, perché causati esclusivamente da condizioni microclimatiche locali, ma si verificano puntualmente tutti gli anni. La fine dell'estate, con le prime incursioni di aria fresca in quota porta temperature più fresche e aria asciutta rendendo il clima particolarmente piacevole. Talvolta nel tardo pomeriggio si possono notare trombe marine all'orizzonte che si sviluppano grazie alla temperatura della superficie marina ancora calda, e l'aria più fresca presente in quota. Queste trombe marine raramente causano danni e dato il lento movimento, possono essere facilmente evitate da eventuali imbarcazioni.
Autunno
L'autunno inizia ancora caldo e soleggiato. Ma con l'avanzare della stagione e con l'arrivo di temperature più fresche, le giornate si fanno sempre più grigie e piovose. È in questa stagione che si registrano le piogge più copiose dell'anno. Le basse pressioni di origine atlantica scendono di latitudine e richiamano aria calda dal Nord Africa che, attraversando il Mediterraneo, si carica di umidità che viene scaricata sulla cerchia ligure sottoforma di piogge intense e persistenti. In questo periodo dell'anno si possono testimoniare violente mareggiate lungo tutta la costa ligure causate dai forti venti di Libeccio e Scirocco.
Le cose non migliorano di molto durante i regimi di alta pressione quando si tendono a creare inversioni termiche nei medi e bassi strati, e la debole circolazione a componente occidentale passa sopra alla superficie del mare ancora calda, e condensandosi, crea un ammasso di nubi basse e compatte che talvolta generano leggere pioviggini. Questo si nota anche guardando le immagini satellitari che mostrano una coperta di nuvole sopra al Mar Ligure e lungo la costa, ma basta salire in quota sull'Appenino e per ammirare nubi giù nelle valli e un cielo azzurro e limpido. Con le prime incursioni di aria fredda da Nord arrivano i venti di Tramontana e Grecale in alta quota, che spazzano via le nuvole, lasciando posto a cieli azzurri e limpidi, temperature piacevoli e miti, e condizioni di visibilità eccezionali che "svelano" le isole dell'arcipelago Toscano, dall'Elba alla Gorgona, e più raramente, anche la punta della Corsica.
- Classificazione climatica della Spezia: Zona D, 1413 GR/G
Storia
Il toponimo e la corretta ortografia
La prima trascrizione del nome sembra risalire al 1256, in un documento redatto presso Spezam, anche se in un documento del 25 luglio 1071 appare forse per la prima volta il nome Spezia. Il nucleo del borgo è identificabile con il Poggio, nel cuore della vecchia città.
Al di là dell'etimologia del termine Spezia, sulla provenienza del quale sono state avanzate dagli studiosi numerose ipotesi, senza che si giungesse tuttavia a stabilirne l'origine precisa, le principali controversie vertono sull'utilizzo dell'articolo "La" che compare davanti al toponimo.
L'articolo fa la sua comparsa già a partire dai primi documenti redatti in volgare, ossia all'inizio del V secolo.
Dopo il Congresso di Vienna, tuttavia, con il passaggio dell'intera Liguria al Regno di Sardegna, la burocrazia decide di sopprimere l'articolo, in quanto considerato una violazione alla regola secondo la quale i nomi di città rifiutano l'articolo. Gli Spezzini non accolgono volentieri questo cambiamento e fanno più volte presente al governo centrale le loro rimostranze, senza tuttavia ottenere alcun risultato. Con la costituzione della Provincia della Spezia, nel 1923, le diverse denominazioni (Spezia e La Spezia) continuano a generare confusione, tanto che nel 1926 il Consiglio Comunale vota un ordine del giorno con il quale si chiede il ripristino dell'articolo nella consueta forma.
Si giunge così al 2 aprile 1930, quando viene finalmente emanato un Regio Decreto che rettifica ufficialmente la denominazione del nome del Comune in "La Spezia". Tuttavia, a causa della formulazione piuttosto schematica del testo della nuova Legge, si intende erroneamente il "La" �" scritto con la lettera "l" maiuscola �" non come un articolo declinabile, ma come una particella da utilizzare in modo invariabile davanti al nome, quasi facente parte del nome stesso.
Nonostante sia passato da allora ormai molto tempo, ancora oggi è facile imbattersi in errori nella corretta declinazione dell'articolo, quali "di La Spezia", "in La Spezia" o "a La Spezia". Eppure, nello Statuto del Comune della Spezia si legge esplicitamente:
« Nella denominazione del comune, il nome "Spezia", secondo la tradizione storica consolidata, richiede l'articolo determinativo. In tutti gli Atti comunali l'articolo segue le regole d'uso ed è sempre declinabile. »
Altro errore comune è l'utilizzo della maiuscola nell'articolo: secondo le regole grammaticali, infatti, esso richiede la lettera maiuscola solo se ci si trova all'inizio di una frase, mentre va scritto con la minuscola in tutti gli altri casi. Da notare poi che non sempre negli elenchi alfabetici la città viene correttamente inserita alla lettera "S".
Vi è tuttavia da osservare che l'articolo non viene utilizzato nel dialetto locale. Non a caso, gli abitanti della città e della provincia, anche quando parlano in italiano, non usano mai l'articolo, utilizzando comunemente espressioni quali "sono di Spezia" o "vado a Spezia".
Dai primi insediamenti all'epoca bizantina
Il territorio spezzino e le terre circostanti furono abitati già in tempi antichissimi, come testimoniano sia le numerose statue stele scoperte in varie località che i reperti dell'età del bronzo e di quella del ferro ritrovati in varie occasioni sulle alture del Golfo e delle vallate adiacenti.
Le zone del Levante ligure fino al Magra videro stanziarsi le popolazioni dei Liguri, sottomessi da Roma nel 155 a.C. dal console Marco Claudio Marcello e nella ripartizione di Augusto la zona, come il resto della Liguria, apparteneva alla Regio IX, il cui confine orientale era segnato dal corso inferiore del fiume Macra, mentre Luna apparteneva alla Regio VII.
Nella zona di San Vito nel 1914 sono state rinvenute tre anfore vinarie romane a una profondità di nove metri, databili al I secolo d.C.; una calotta cranica è stata invece trovata a 14,50 metri di profondità e pertanto databile al 1000 a.C. circa. Nella zona dell'Antoniano (cioè l'attuale Pieve di S. Venerio a Migliarina) esisteva un oppidum preromano, forse il Boron indicato nella Tavola Peutingeriana come stazione navale ( e della validità storico-geografica della Tavola Peutingeriana non ci sono mai stati dubbi); peraltro nella zona di Migliarina esiste una Via di Boron ripresa sicuramente dall'esistenza di un Boron nella Tavola Peutingeriana. Sempre nella zona della Pieve sono stati raccolte ceramiche e scorie ferrose a conferma di un insediamento romano.
L'epoca romana ci ha lasciato comunque memorie ben più consistenti, quali i siti archeologici della città di Luni, di Bocca di Magra, di Ameglia. Portus Veneris è citata nel 161 nel portolano dell'imperatore Antonino Pio. Indubbiamente la presenza romana è ampiamente documentata anche all'interno del Golfo: ville patrizie al Varignano, a Muggiano, a San Vito (Marola) dove resti di una villa romana sono stati distrutti per la costruzione dell'Arsenale; pochi i reperti sopravvissuti ( un teschio). Le origini della Spezia sono quindi legate alla colonizzazione romana e si intrecciano comunque con le vicende di Luni, il centro senza dubbio più importante di tutta la zona durante tutta l'epoca classica (foro, anfiteatro).
Il Cristianesimo si diffonde nella zona verosimilmente agli inizi del III secolo mentre l'organizzazione e la crescita della Diocesi sono più tarde risalendo agli inizi del V secolo quando, ormai alla fine dell'Impero romano, si apre per la regione il periodo alto medievale.
Con la caduta dell'Impero romano dopo il V secolo si ebbe la devastazione da parte dei barbari (Eruli e Goti).
Dopo la dominazione gotica, il territorio di Luni e la regione del golfo vengono riconquistati da Narsete nel 552 a conclusione della guerra gotica e, sotto il dominio bizantino, passano all'Esarcato d'Italia con la formazione della Provincia bizantina di Liguria.
Dal VII al XII secolo, dai vescovi di Luni all'influenza genovese
Tornata libera sotto i Bizantini dopo le guerre gotiche vi fu una breve ripresa che durò fino alla conquista longobarda del 641.
San Venerio è monaco nel cenobio dell'isola del Tino dove muore nel 630.
I Longobardi conquistano la Liguria ed arrivano in questa zona nel 642 con il loro re Rotari e la sottomettono completamente con Liutprando: Luni e la sua regione vengono annesse al ducato longobardo di Lucca, staccando l'area dal Ducato di Liguria.
Ma ebbe un'espansione commerciale, culturale e religiosa da parte dei monaci irlandesi dell'Ordine di San Colombano, che fecero della Liguria e di questa provincia una base religiosa dopo Bobbio; come l'Abbazia di Brugnato assieme all'isola del Tino ed ad altre zone.
Sconfitti i Longobardi (che avevano condotto una politica di contrasto ai Vescovi di Luni), nel 773 la regione passa sotto il dominio di Carlo Magno re dei Franchi, che invece conferma il potere ai Vescovi Conti di Luni.
Nell'860 la zona è saccheggiata dai Normanni.
Nello stesso IX secolo la regione comincia a subire il flagello delle incursioni dei pirati arabi al punto che, un secolo dopo, a causa degli incessanti saccheggi saraceni dal mare, dei rapimenti di persone e delle devastazioni procurate, il conseguente decadimento del territorio e la diffusa malaria, Luni dovrà essere abbandonata dalla sua popolazione.
La Diocesi vi rimarrà ancora formalmente fino al 1204, quando verrà trasferita a Sarzana da papa Innocenzo III.
Dopo i Franchi la Liguria è divisa attorno al X secolo in tre zone (marche): l'arduinica, l'aleramica e l'obertenga. La zona entrerà a far parte della Marca Obertenga.
Il tardo periodo medievale vede una progressiva frammentazione politica e culturale della zona che porta alla nascita di piccole signorie locali, come quelle dei di Vezzano, dei da Passano e dei di Lavagna. Nel IX secolo il centro principale della zona del golfo era Vesigna, che sorgeva sul colle di Marinasco; è da Vesigna che procede una migrazione verso il mare di popolazone che, unendosi agli insediamenti già esistenti in loco, contribuirà alla formazione del primo borgo sul Poggio della Spezia e al suo sviluppo nei secoli X e XI.
Agli inizi del XII secolo Genova acquista il borgo di Porto Venere e accresce la sua influenza sull'estremo Levante ligure. Questa novità è importante poiché consente a questi territori il loro progressivo affrancamento dal regime feudale e la loro crescita.
Il borgo di Spezia ha già raggiunto una certa importanza nel XII secolo: è infatti già citato in alcuni documenti commerciali del 1160 in cui sono menzionati Bonus Johannes e Baldus de Specia.
XIII secolo
Vesigna nel (1223) e Càrpena nel (1224) entrano nell'orbita della Compagna genovese e quindi, con loro, anche il borgo di Spezia.
Già nella prima metà del XIII secolo, la Spezia comincia ad affrancarsi da Càrpena grazie al proprio sviluppo mercantile e all'industria del sale.
Nel 1254 Genova sottrae Lerici a Pisa accrescendo così il proprio controllo sul Golfo.
Un documento notarile rogato nel 1256 riporta un'antica trascrizione del termine Spezam.
Ma per quasi vent'anni il borgo di Spezia si trova a non essere più sottoposto al dominio genovese, quando cioè Nicolò Fieschi ne fa il centro, tra il 1256 e il 1273, di una propria effimera Signoria guelfa, tra Sarzana e Lavagna, in contrapposizione a Genova. Al periodo del Fieschi risale la prima fase della costruzione del Castello San Giorgio, sulla collina del Poggio e la fortificazione della città.
Nel 1273 Oberto Doria, muove contro Nicolò e, partendo da Porto Venere, espugna la Spezia e incendia il Castello San Giorgio; la Repubblica di Genova riacquista così definitivamente la piena sovranità sul borgo.
XIV secolo
Con il passare del tempo il borgo di Spezia va incontro ad importanti progressi urbani, sociali ed economici connessi all'estrazione e all'esportazione del sale.
Il castello viene restaurato nel 1343 per volere di Simone Boccanegra, primo dei Dogi a vita genovesi, che vi nomina anche un Podestà.
Nel 1371 vengono erette le mura di difesa ed alcuni edifici pubblici. Delle mura trecentesche rimangono tuttora alcuni tratti con i camminamenti e le merlature ghibelline; sembra che le porte d'accesso alla città, protette da altrettante torri, fossero cinque: S. Maria, S. Andrea, Nuova, Romana e Marina.
La cattedrale di Santa Maria era all'esterno della cinta muraria. Nel 1390 viene edificato il convento di Sant'Agostino.
La fine del secolo vede il declino della potenza genovese in lotta con Venezia e, dopo un periodo di lotte intestine, il prevalere della dinastia milanese dei Visconti su Genova stessa e su tutta la Liguria e anche sulla Spezia.
XV secolo
Nel 1407 la Spezia riesce a dotarsi di propri Statuti e nomina dapprima un Podestà, figura con prerogative solamente politiche, e in un secondo tempo un Capitano che oltre a quelle politiche assomma anche le funzioni militari.
Il 1412 vede la fine vittoriosa della guerra di Genova contro Firenze, nonostante la rivolta (guidata dai Fieschi) di molte località del golfo. La Spezia, che è rimasta fedele alla Repubblica, può distruggere Carpena e affermarsi così come centro principale.
Nel 1420 si dà l'avvio alla costruzione del Palazzo comunale, sede dell'autorità cittadina e luogo di assemblee.
Qualche decennio dopo la regione è coinvolta nella guerra del 1436 condotta contro Genova da parte di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, e delle devastazioni operate dal suo condottiero Niccolò Piccinino.
In questa occasione fu necessario demolire la cattedrale di Santa Maria che, essendo all'esterno delle mura, non poteva essere sottratta al saccheggio. Più tardi, nel 1471, la Chiesa di S.Maria venne ricostruita e protetta allargando appositamente la cinta muraria della città.
Poco più tardi viene fondato l'Ospedale di Sant'Andrea (1480). Come negli altri centri italiani dell'epoca, anche qui sorgono numerose Confraternite quali quella dell'Annunziata e quella di S.Antonio abate.
XVI secolo
Tra il XVI ed il XVII secolo Sarzana in realtà è ancora il centro pincipale della Lunigiana, vasta area che comprende, fra le altre, anche buona parte dei territori del Golfo e delle zone circostanti; il suo primato regge però solo fino a quando non si profila in modo evidente la supremazia di un nuovo centro, la Spezia, eretto sede del Vicariato della riviera orientale da Pietra Corice a Capo Corvo. Lo sviluppo della città continua fino al XVII secolo, quando la regione ormai consolidata è destinata a mantenersi inalterata fino alle soglie dell'età industriale.
I primi decenni del XVI secolo vedono scacciata con alterne vicende l'influenza francese sulla Repubblica genovese, e poi l'affermarsi di quella imperiale di Carlo V (1528).
Nell'estate del 1533 il papa Clemente VII, di ritorno da Marsiglia, sosta nella città ed il pittore spezzino Antonio da Carpena è incaricato di dipingere alcuni quadri in onore del Pontefice.
Nell'autunno del 1541 l'imperatore Carlo V raduna nel porto spezzino un contingente della flotta destinata alla sfortunata spedizione contro la base ottomana di Algeri ed il pirata Barbarossa.
Nel 1560 ha inizio la costruzione della fortezza di S. Maria nei pressi del Varignano a difesa dalle continue incursioni dei pirati ottomani.
Ai primi di agosto dell'anno 1571 una flotta di ottanta galee spagnole, al comando di don Giovanni d'Austria, si pone alla fonda nel porto della Spezia, in attesa di unirsi al contingente delle altre galee messe a disposizione dalla Repubblica di Genova e dal duca di Savoia. Nel golfo spezzino vengono anche imbarcati soldati tedeschi e un piccolo esercito di quattrocento uomini del duca di Parma, Alessandro Farnese. Il 4 agosto la flotta riprende il mare diretta a Messina, per unirsi alle centocinque galee veneziane, alle dodici pontificie e a quelle dei Doria, di Malta e degli alleati minori. L'intera flotta, in tutto duecentosette unità, si dirigerà quindi in Grecia per affrontare quella turca nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571).
XVII e XVIII secolo
Nel 1606 la Repubblica genovese opera un'ulteriore fase di rafforzamento del Castello San Giorgio per adeguarlo alla potenza distruttiva delle nuove armi da fuoco; Genova procede inoltre all'edificazione di altre fortezze nel Golfo nell'intento di crearsi un potente baluardo nell'estremo levante del proprio territorio.
La città gode di nuovi ampliamenti e l'antico palazzo del Comune, sorto nel 1420 e sede del Capitano, viene radicalmente rinnovato.
Genova tuttavia non concede un'eccessiva libertà al libero sviluppo delle attività mercantili locali e la vita economica ristagna. Per fornire nuovo impulso ai commerci, nel 1654 la Repubblica decide di consentire agli ebrei di stabilirsi in città: vengono istituiti mercati e fiere per gli scambi e San Giuseppe diventa il patrono della Spezia.
Nel 1656 in tutta la Liguria si verifica una terribile epidemia di peste.
Nel 1724 il governo della Repubblica genovese decide la costruzione al Varignano di un Lazzaretto per la quarantena delle merci e delle persone.
L'importanza della città cresce nel tempo senza dubbio grazie anche alla natura di caposaldo militare svolta dal suo Golfo: così, nel 1757, la Repubblica di Genova decide di sostituire la figura del Capitano con quella di Governatore della Spezia.
Ma con il volgere del secolo sono ormai alle porte i rivolgimenti portati dalla Rivoluzione Francese e dalla napoleonica campagna d'Italia: nel 1797 la storica Repubblica Genovese cade e con la sua fine la Spezia entra a far parte della Repubblica Ligure come capoluogo del Dipartimento del Golfo di Venere.
Il XIX secolo
Nel 1805 la Repubblica Ligure e quindi anche la Spezia vengono annesse all'Impero Francese.
Anche Napoleone è consapevole dell'importanza militare della Spezia e la eleva al rango di sede di Distretto: la Spezia viene dichiarata porto militare con decreto imperiale in data 11 maggio 1808; si pensa già anche di costruirvi di un Arsenale.
Alla caduta di Napoleone segue la Restaurazione: la Liguria è annessa al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I (4 gennaio 1815); la Spezia è sede dell'Intendenza della Provincia di Levante.
Ha inizio un primo sviluppo come località di villeggiatura balneare e poi come centro marittimo. Sono anni di crescita demografica; nel 1823 la città diviene capoluogo ed inizia un'attività edificatoria di opere pubbliche; il Teatro Civico, progettato da Ippolito Cremona, viene inaugurato nel 1846.
Nel 1849 il Governo piemontese prende la prima decisione di costruire alla Spezia l'Arsenale. Questa decisione sarà il principio di un profondo e radicale cambiamento della città sotto ogni punto di vista. I lavori dureranno dal 1862 al 1869. A seguito della forte immigrazione, la città, che nel 1861 alla proclamazione del Regno d'Italia assommava a poco più di 15.000 persone, vedrà aumentare rapidamente la sua popolazione.
Il 2 settembre 1862 Giuseppe Garibaldi, ferito all'Aspromonte, è condotto al forte del Varignano e ricoverato nel Lazzaretto, al secondo piano dell'edificio centrale: la notizia del suo ferimento fa in breve tempo il giro del mondo. Al suo capezzale accorrono, oltre ai medici italiani Di Negro, Palasciano, Porta e Bertanti, Partrige dall'Inghilterra, Pirogoff dalla Russia e Nelaton dalla Francia. Dal Varignano, il 22 ottobre, Garibaldi è trasferito alla Spezia all'Albergo Milano (attuale sede dell'Ammiragliato) ed infine a Pisa dove il 23 novembre 1862 viene operato da Ferdinando Zannetti che gli estrae la pallottola dal piede.
Nel 1870 viene steso un piano regolatore per adeguare lo sviluppo della città alle nuove necessità indotte dalla costruzione dell'arsenale appena terminato: vengono tracciati nuovi viali, si programma l'espansione della città verso levante, viene costruito il quartiere "Umbertino" per la manodopera richiamata in città per i lavori dell'Arsenale e per quelli relativi alle opere di fortificazione del golfo. Altra immigrazione è legata all'arrivo del personale militare stanziato in città.
Sorgono l'Albergo Croce di Malta ed il Politeama Duca di Genova (che verrà però demolito nel 1933 in conformità al nuovo piano regolatore).
La popolazione arriva a contare circa 37.000 abitanti poco prima del 1884, anno in cui la città è colpita da una grave epidemia di colera.
Viene presa l'importante decisione di costruire anche il porto mercantile ed i lavori hanno inizio nel 1891. Viene anche aperta la linea ferroviaria che collega la Spezia a Parma, conosciuta come Pontremolese. A fine secolo il Comune costruisce la prima officina elettrica, a Valdellora, per l'illuminazione pubblica e privata e avvia una rete di trasporto pubblico.
La costruzione dell'Arsenale
Per tutto il XIX secolo la città conserva anche un carattere fortemente turistico, ed è spesso sede delle vacanze dei Savoia e del Re, che soleva risiedere presso l'hotel Croce di Malta, attualmente residenza privata dirimpetto al lungomare ed ai giardini pubblici. Ma è verso la seconda metà dell'Ottocento che la Spezia modifica il suo aspetto di borgo chiuso assumendo il rango di capitale militare marittima, con trasformazioni sociali ed economiche che fanno passare la città da piccolo borgo con circa 11.000 abitanti alle attuali dimensioni di capoluogo di provincia.
Con regio decreto del 30 maggio 1849 venne decisa la costruzione dell'Arsenale Militare Marittimo: la legge che approvò la definitiva collocazione dell'Arsenale Militare alla Spezia fu promulgata dal Parlamento Subalpino il 4 luglio 1857. Nel 1862 iniziano i lavori per la costruzione dell'Arsenale, che già immaginato da Napoleone, inizia a tradursi in realtà per la volontà di Cavour. Domenico Chiodo, Ufficiale del Genio Militare, è incaricato della direzione del progetto della nuova base navale.
Chiodo si avvale della consulenza di Rendel, Presidente della Società degli Ingegneri Civili d'Inghilterra, ma, contrariamente all'opinione di quest'ultimo, favorevole alla costruzione dell'Arsenale al Varignano, dà avvio ai lavori sulla piana di San Vito presso Marola. I lavori si protraggono per sette anni, e l'arsenale viene inaugurato il 28 agosto 1869 dallo stesso Generale Domenico Chiodo.
Con la costruzione dell'Arsenale la città mutò aspetto, realizzando nuovi spazi urbani più ampi e vivibili, e conobbe un rapido sviluppo economico insieme ad un notevole incremento demografico: la popolazione raggiunse le 31.500 unità nel 1881 e le 60.000 unità a fine secolo.
Da un punto di vista costruttivo l'Arsenale fu separato dalla città da un fossato ottenuto deviando il corso del canale Lagora, e da un muro di cinta con delle torri semicircolari (doveva essere poi costruito un altro muro di cinta per sicurezza , ma l'opera non si fece): tale muro fu costruito , nella parte superiore, sopra il cosiddetto marcapiano, con pietre irregolari di arenaria preso dalle colline di Biassa, mentre la parte bassa venne costruita in conci di pietra portoro, a tratti bugnati, provenienti dalle cave di Coregna. Degne di nota le Porte: la Porta Principale, Porta Sprugola, Porta Ospedale, Porta Ferrovia, Porta Ponente e Porta Marola.
Nel 2002 gli edifici facenti parte della primitiva costruzione da parte di Chiodo furono sottoposti a tutela monumentale. Per altro verso, c'è però chi sottolinea che l'opera, modificando completamente lo sviluppo della città, ne ha occupato la zona di espansione, ha comportato la distruzione di chiese, di un monastero, del paese di S. Vito, raso al suolo, mentre l'adiacente Marola perde il fronte mare e la relativa passeggiata che l'univa alla città.
La manodopera necessaria alla realizzazione di questa imponente opera richiamò alla Spezia dalle zone limitrofe e da ogni parte di Italia un gran numero lavoratori, seguiti dalle rispettive famiglie, portando ad una mescolanza di genti e culture. Il numero di abitanti della città crebbe vertiginosamente e, dopo l'epidemia di colera del 1884 che colpì duramente la popolazione e in occasione della quale perse la vita lo stesso sindaco Raffaele De Nobili, venne edificato il quartiere Umbertino; si aggiungono anche notevoli edifici pubblici, l'albergo Croce di Malta e il Teatro Politeama.
Parallelamente all'Arsenale vengono edificate nuove fortificazioni sulle alture del Golfo e nelle zone circostanti, e nascono importanti industrie legate all'indotto militare, quali l'Odero-Terni-Orlando ed il Cantiere navale del Muggiano, senza dimenticare anche il progressivo sviluppo del porto mercantile. Nascono anche industrie come lo Jutificio della Spezia ed i Molini Merello.
L'Arsenale è stato sempre legato al progresso tecnico della navigazione e delle comunicazioni: infatti qui, a cura del Generale del Genio Navale Giacinto Pullino, negli anni novanta del XIX secolo, fu progettato e costruito il primo sottomarino italiano, il Delfino, battello che nel 1904 fu poi radicalmente modificato in sommergibile con un progetto del Maggiore Cesare Laurenti. E ancora qui Guglielmo Marconi condusse molti dei suoi esperimenti sulle onde radio.
Il XX secolo
Nel 1901 la Spezia conta circa 73.000 abitanti.
Dopo il rapido e intenso sviluppo civile ed industriale nel corso dei decenni precedenti, il nuovo secolo si apre per la città con un'attività culturale molto vivace, aperta alla modernità e alla nuova corrente artistica del Futurismo.
Il 1904 vede la stesura di un nuovo piano regolatore e l'inizio del nuovo ospedale, in sostituzione di quello antico ubicato nell'ex convento di S. Francesco. Nel 1906 in Palazzo Crozza trova sede la Biblioteca Civica; nello stesso anno viene fondata la società cittadina Spezia Calcio 1906.
Ettore Cozzani, nel 1911 vi fonda L'Eroica, rivista futurista alla quale collaborano importanti artisti. Nel 1913 l'architetto Vincenzo Bacigalupi vi erige un nuovo teatro, il Trianon, piccola sala teatrale ricca di sculture, affreschi, velluti e stucchi, pregevole al punto da meritare un premio internazionale di architettura.
Nel primo dopoguerra la città viene costituita in capoluogo di Provincia (1923). Dotatasi di un terzo piano urbanistico, si sviluppa ancora e si arricchisce di nuovi edifici e monumenti: il Tribunale viene costruito nel 1923 su disegno di Oreste Rossi (oggi l'edificio è divenuto sede del Centro d'Arte Contemporanea); nello stesso anno viene inaugurato il Palazzo degli Studi in piazza Verdi (architetto Armando Titta); nel 1927 viene edificato il Palazzo Boletto su progetto dell'architetto Bacigalupi.
L'architetto Franco Oliva è molto attivo: edifica Villa Marmori nel 1923, nel 1928 il Palazzo del Governo (oggi sede della Prefettura e della Provincia) decorato da sculture opera dello spezzino Augusto Magli, nel 1933 pone mano alla radicale modifica del Teatro Civico, sempre con la collaborazione dello scultore Magli.
Il 1933 vede anche l'inaugurazione del Palazzo delle Poste importante opera d'ispirazione razionalista dell'architetto Angiolo Mazzoni; sempre nello stesso anno viene costruito il palazzo del Littorio, d'impronta razionalista, che nel dopoguerra diventerà il Municipio.
Il poeta futurista Marinetti, che era molto legato alla città, nel 1933 ha con Fillia l'idea di istituire il Premio di pittura Golfo della Spezia, destinato a diventare una rassegna d'arte molto importante nel primo dopoguerra e che lascerà alla città una consistente documentazione dei movimenti artistici del XX secolo.
Tra le due guerre mondiali, nella località del Varignano, è stato sviluppato il corpo degli incursori marittimi della Marina Militare.
Nel 1940 la popolazione raggiunge le 123.000 unità.
Nel corso della seconda guerra mondiale, per la sua importanza industriale e militare, la Spezia subisce ripetuti attacchi aerei da parte delle forze Alleate. In particolare nel 1943 massicci bombardamenti causano devastanti danni all'Arsenale e al patrimonio storico e architettonico della città.
Anche dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 la Spezia è ancora al centro di aspri combattimenti, anche per il fatto che vi si trova la sede operativa della Xª Flottiglia MAS, guidata da J. Valerio Borghese. Durante il periodo della Resistenza la tensione in città aumenta, sia per gli scontri con le formazioni partigiane, sia per le rappresaglie nazifasciste, costringendo la popolazione a subire pesantissime restrizioni. L'attività di repressione delle attività partigiane su tutto il territorio provinciale partiva direttamente dalla città capoluogo. Luoghi come il XXI Fanteria e la caserma della Milizia a nord della città, ora sede di un istituto scolastico, divennero tristemente famosi come siti dove si consumarono le torture ed i delitti commessi dalle milizie fasciste.
La Spezia è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione essendo stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. La notte del 23 aprile 1945, le formazioni partigiane locali vinsero gli ultimi focolai di resistenza nazifascista e si impossessarono dei centri nevralgici della città, dichiarandola libera. Le prime elezioni libere diedero vita alla prima giunta comunale, la giunta della Liberazione presieduta dal sindaco Agostino Bronzi.
La Spezia, infine, è conosciuta in Israele e sulle carte geografiche israeliane con il nome di "Schàar Zion" (Porta di Sion) poiché al termine della Seconda guerra mondiale, nel 1946, su tre navi �" la Fede, di Savona, (ribattezzata Dov Oz), il motoveliero Fenice (ribattezzato Elyahu Golomb) e l'Exodus �" 1914 ebrei sopravvissuti alla Shoah salparono dal porto cittadino diretti in Palestina.
La ricostruzione nel dopoguerra ha comportato uno spiccato rinnovamento edilizio della città spesso irrispettoso della sua identità maturata nei secoli precedenti. Viene demolito l'antico Palazzo comunale, gravemente danneggiato dai bombardamenti.
Dopo la seconda guerra mondiale la base militare della Spezia ha perduto importanza rispetto a quella di Taranto, più centrale nel teatro mediterraneo. Le commesse militari ed il relativo indotto hanno così gradualmente perduto d'importanza per l'economia della città.
Dopo il calo demografico iniziato negli anni settanta a motivo della crisi e dell'emigrazione, negli anni ottanta e novanta ha inizio un processo di riconversione industriale, rivolto allo sviluppo delle attività legate alla cantieristica, alla nautica e al turismo.
Nel 1991 la popolazione conta circa 101.400 unità.
La Spezia ha rinnovato anche il suo impulso alla cultura con il rilancio della rete dei suoi Musei, le collezioni d'arte del Centro d'Arte Moderna e Contemporanea, le sue biblioteche, il Conservatorio "G.Puccini" nonché l'apertura di varie gallerie d'arte.
Il 1975 vede il completamento della nuova Cattedrale, dedicata a Cristo Re dei Secoli, su disegno di Adalberto Libera.
A fine secolo, nel 1994, viene completato il nuovo Tribunale; qualche anno più tardi (1998) viene concluso il restauro del Castello San Giorgio ed il suo pieno recupero come sede museale.
Il XXI secolo
Nel 2001 la città conta circa 91.400 abitanti.
La Spezia è la cinquantesima città italiana per dimensioni ed è tra le promotrici della Rete delle Città Strategiche.
Simboli
Descrizione araldica dello stemma:
« D'azzurro alla torre quadrata, aperta e finestrata del campo, al naturale, a due palchi merlati alla ghibellina, rispettivamente di nove e di sette pezzi, con l'inferiore munito ad ogni angolo di garitta; la torre fondata su un monte di tre cime di verde, e sostenente un'aquila, coronata d'oro, al volo spiegato, e colla testa rivoltata, di nero, cucita »
(Tratto dallo statuto comunale)
Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito decreto datato al 4 dicembre del 1923.
Onorificenze
Manifesto della cerimonia di assegnazione dell'onorificenza
La città della Spezia è stata insignita della Medaglia d'oro al merito civile , il 20 gennaio 2006.
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro al merito civile
«La popolazione spezzina, all'indomani del secondo conflitto mondiale, con spirito cristiano ed encomiabile virtù civile si distinse, per particolari iniziative e atti umanitari, nell'accogliere ed assistere i profughi ebrei scampati ai lager nazisti che intendevano raggiungere, via mare, la terra promessa. Ammirevole esempio di fratellanza umana e di solidarietà tra i popoli.»
�" La Spezia, 1945/1948
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
La cattedrale di Cristo Re
La chiesa Cattedrale, intitolata a Cristo Re dei Secoli, sorge sulla collina un tempo sede del Convento dei Cappuccini e domina con la sua imponente mole la centralissima Piazza Europa.
La Spezia divenne sede di Diocesi nel 1929 e fu in quella occasione che venne indetto un concorso per il progetto della nuova cattedrale. L'architetto Brenno del Giudice presentò il progetto risultato vincitore, ma che tuttavia venne accantonato fino al 1956, quando venne nuovamente presa in considerazione la realizzazione della cattedrale.
Il nuovo progetto fu affidato ad Adalberto Libera; alla morte di Libera (1963), il progetto, già in fase di realizzazione, venne affidato a Cesare Galeazzi che vi apportò alcune modifiche. La cattedrale, con la sua caratteristica forma circolare, venne consacrata nel 1975.
Contrariamente alla tradizione che vuole le chiese a croce romana o greca, la circolarità di questo tempio richiama l'ostia usata per la celebrazione della messa: l'eucarestia è il sacramento che inserisce in Cristo e quindi entrare in chiesa per i fedeli equivale ad entrare a far parte della famiglia del Salvatore, che ne è il centro con la sua Parola e il suo Sacrificio (sul presbisterio domina la Croce che è illuminata dall'unica fonte di luce proveniente dal lucernario posto al centro della copertura dell'edificio).
L'interno è circondato da dodici massicce colonne che recano i nomi degli Apostoli. L'altare, il pulpito e il tabernacolo sono opera della scultrice Lia Godano che ha usato il marmo statuario delle Alpi Apuane, ben visibili dalla Spezia. La Chiesa è priva di affreschi; un programma di mosaici era previsto nel primo progetto di Brenno del Giudice, ma poi non venne realizzato.
Dal 1983, nella cripta sono state composte le spoglie della mistica spezzina Itala Mela di cui è in corso la causa di beatificazione. Vi è sepolto anche Giovanni Costantini, primo vescovo della Diocesi.
Santa Maria Assunta
La Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta risale al XIII secolo (il primo documento in cui viene fatto riferimento alla chiesa è datato 1343); da quel momento in poi la chiesa figura come un'importante istituzione negli affari della comunità locale.
A causa della sua posizione centrale la chiesa conserva un interessante patrimonio artistico, nel quale sono confluite anche alcune opere provenienti da altre istituzioni religiose soppresse nel corso degli anni, come ad esempio il convento francescano che venne annesso all'Arsenale.
Tra queste opere ricordiamo L'incoronazione della Vergine di Andrea della Robbia, La Moltiplicazione dei Pani di Giovanni Battista Casoni ed Il Martirio di San Bartolomeo di Luca Cambiaso, e l'imponente Crocifisso di scuola ligure e risalente al XV secolo.
La chiesa è stata duramente colpita dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale. Nel dopoguerra è stata restaurata e dotata di una nuova facciata.
Santi Andrea e Cipriano
Progettata dall'architetto Franco Oliva (1932-1934), sorge in via Vittorio Veneto nel complesso dell'Ospedale Civile Sant'Andrea. L'edificio, con facciata a capanna, è posto su di un piano rialzato con paramento a un bugnato grezzo. L'entrata ha un protiro sormontato da due statue di Angeli, opera dello scultore spezzino Augusto Magli, al quale si deve anche la Via Crucis in bronzo all'interno della chiesa.
Santi Giovanni e Agostino
La chiesa dei Chiesa dei S.S. Giovanni ed Agostino si trova arroccata alle spalle di Piazza S. Agostino e venne edificata nel XVI secolo, originariamente come un oratorio per il ricovero dei defunti. L'edificio ha una singola navata assai ricca di decorazioni del XVIII e del XIX secolo, il risultato è un contrasto tra l'austerità della parte esterna e lo sfarzo delle decorazioni barocche presenti nella navata e nell'abside.
Santa Maria della Neve
La chiesa di Santa Maria della Neve sorge sul viale Garibaldi nel centro storico cittadino. La sua costruzione risale alla fine del XIX secolo su progetto dell'architetto torinese Giuseppe Ferrari d'Orsara.
Santa Maria della Salute
La Chiesa di Nostra Signora della Salute, detta anche Madonna della Scorza, sorge in piazza Brin.
Santa Rita
La Chiesa di Santa Rita ospita un grande mosaico dell'artista spezzino contemporaneo Ferdinando Carotenuto.
Santuario della Madonna dell'Olmo
Il Santuario della Madonna dell'Olmo si trova sulle pendici del monte Santa Croce, il colle che sovrasta il paese di Fabiano, sul lato occidentale dell'ampio Golfo della Spezia, a circa 280 m sul livello del mare. L'inizio del culto verso l'immagine della Madonna dell'Olmo risale al 1690 circa, quando un'effigie della Vergine con il Bambino, dipinta su una lastra d'ardesia, era collocata su un muro a secco lungo la via: qui i viandanti sostavano per la preghiera.
Del quadro (cm 47 × cm 63) non si conoscono né l'autore, né l'epoca d'origine, che, tuttavia, può collocarsi intorno alla suddetta data d'inizio della pubblica venerazione: esso raffigura la Madonna che tiene in braccio il bambino Gesù; alla sua destra vi è san Giuseppe e alla sinistra, un altro santo che fu identificato, originariamente, in San Giovanni; più tardi si pensò a sant'Antonio da Padova o a san Tommaso d'Aquino. La più recente tradizione parrocchiale, infine, ha potuto identificarlo in san Nicola da Tolentino, a causa dei segni iconografici con i quali egli è rappresentato, ovvero la stella sul petto ed il giglio sulla mano sinistra.
In origine, e poi per molto tempo, la Madonna venerata in quest'effigie, non era conosciuta come "Madonna dell'Olmo", bensì con il titolo di "Madonna del Monte", perché il luogo ove era posta si trova sul Monte Santa Croce, o anche "Madonna della Costa", da allora nome della località. Il titolo dell'Olmo si affermò in epoca molto tarda, quando già esisteva la primitiva Chiesa: esso derivò, secondo le testimonianze dei parroci di allora, da una grossa pianta d'olmo, che si trovava nel piazzale del tempio.
Il 6 giugno 1659, con un atto notarile, il sindaco A. Carassale e alcuni agenti della corte diFabiano, si impegnarono, in nome della popolazione, a costruire una chiesa in onore della Beata Vergine Maria; la costruzione della chiesa durò otto anni. Per oltre centosettanta anni il numero dei pellegrini andava progressivamente crescendo, sicché le dimensioni dell'oratorio si rivelarono insufficienti.
Fu così che, il 1º giugno 1838, in una storica riunione, tutti i capifamiglia della parrocchia, convocati dal parroco Don Battista Borachia e dal presidente della Fabbriceria, il conte Gerolamo Federici, all'unanimità presero la decisione di costruire una chiesa più grande e più bella, un santuario, appunto, anche per riconoscenza alla Madonna, per la sua intercessione nell'epidemia del 1817.
La Chiesa è stata, specialmente nel dopoguerra, ma anche tuttora, oggetto di culto e di venerazione. La seconda domenica di maggio, i devoti della Madonna del'Olmo, sono soliti effettuare un pellegrinaggio. Un tempo la salita era percorsa a piedi, partendo dalla località dei Buggi o da Fabiano Basso e percorrendo un viottolo in salita, fino ad arrivare al Santuario. Oggi il percorso si abbrevia arrivando ad oltre la metà del cammino, salendo per la Strada Litoranea sino nei pressi della chiesa di Fabiano Alto, là dove la strada incrocia l'antico sentiero. Ed era, ed è tuttora, una fila ininterrotta di fedeli che pregando, spesso in ginocchio, sale l'erta del Monte Santa Croce per raggiungere dopo non poca fatica la spianata della Chiesa. E risulta che i miracoli non sono stati pochi.
Sant'Andrea a Fabiano Alto
La Chiesa di Sant'Andrea è stata definita "un contenitore modesto" perché, in effetti, la struttura esterna non è certamente di pregio. Ma è l'interno che compensa questa "modestia".
C'era un tempo una Madonna col Bambino del Trecento, in marmo, oggi trasferita al Museo Diocesano.
Ma nella Chiesa si trovano almento tre dipinti, due su tela ed uno su ardesia degni di nota. Recentemente è stata restaurata una tela di Sant'Elena di cui si ignora come sia arrivata nella Chiesa. Comunque misura 155 × 115 centimetri, tela assai rada, cornice antica dorata a foglia, attribuibile a Francesco Guarino, (1611,1654), considerato uno dei protagonisti della scuola napoletana del secolo XVII.
Infine la Chiesa di Sant'Andrea è da ricordare perché vi viene ricoverata la Statua della Madonna dell'Olmo che viene portata, la seconda domenica di maggio, in pellegrinaggio al vicino Santuario della Madonna dell'Olmo, che si raggiunge con un'arrampicata lungo un sentiero a scale sul Monte Santa Croce.
Santo Stefano di Marinasco
La chiesa di Santo Stefano di Marinasco è una delle antiche pievi del Golfo.
Architetture civili
Palazzi
Tra i palazzi più importanti della città sono senz'altro l'ex albergo Croce di Malta, un edificio costruito nel 1875 che ospitò per molti anni la famiglia reale dei Savoia e il Palazzo delle Poste Centrali.
Teatro Civico
Il Teatro Civico venne inaugurato nel 1846, il primo teatro appositamente edificato a tale scopo nella città, da un progetto venne redatto dall'architetto ticinese Ippolito Cremona, interprete del neoclassicismo genovese.
Dopo alcune modifiche apportate alla fine del secolo, il teatro, ormai inadatto alle esigenze di una città in continua crescita, venne abbattuto per essere sostituito da un nuovo edificio teatrale rispondente alle nuove necessità. Il nuovo progetto è affidato all'architetto Franco Oliva, mentre lo scultore Augusto Magli è autore dell'apparato decorativo. I lavori del nuovo teatro vengono terminati nel 1933
Musei
Alla Spezia hanno sede importanti siti museali, alcuni di recente costituzione.
- Il Museo del Castello di San Giorgio �" Museo Civico Archeologico "U. Formentini" ha sede nel Castello San Giorgio ; il Museo raccoglie numerosi reperti provenienti dall'intera Lunigiana, essendo stata la città della Spezia per lungo tempo l'unica sede museale dell'intera zona. Il museo rappresenta una tappa indispensabile per conoscere la frequentazione e l'uso del territorio lunigianese a partire dalla preistoria per giungere all'età medievale. Inoltre il castello, splendidamente restaurato da pochi anni, risulta essere il monumento più rappresentativo delle vicende storiche della città della Spezia.
- Il Museo Civico "Amedeo Lia" è stato istituito nel 1995 e inaugurato nel dicembre 1996, grazie all'importante donazione di opere d'arte di Amedeo Lia e della sua famiglia. La raccolta comprende dipinti e miniature italiane e straniere databili dal XIII al XVIII secolo, oltre a sculture e oggetti antichi, medievali e moderni.
- La Palazzina delle Arti e Museo del Sigillo: analogamente al Museo Lia, sono nati nel 2000 a seguito della donazione da parte dei coniugi Lilian ed Euro Cappellini della più completa collezione sfragistica che mai sia stata riunita.
- Il Museo Civico Etnografico "G. Podenzana" ha un percorso espositivo che offre un'esauriente sintesi della cultura popolare lunigianense dell'Ottocento e del primo Novecento evidenziando gli aspetti più caratteristici di una società e di un territorio dall'originaria struttura di matrice feudale.
- Il Museo Diocesano è nella centralissima via del Prione, in un edificio che per lungo tempo è stato sede della Pubblica Assistenza cittadina, la cui facciata ottocentesca nasconde l' oratorio sconsacrato di San Bernardino, in prossimità del luogo in cui nelle mura medievali sorgeva l'antica Porta Genova.
- Il Centro d'Arte Moderna e Contemporanea (CAMeC) è stato inaugurato nel 2004 ed ospita un'importante raccolta civica delle opere raccolte nelle varie edizioni del "Premio del Golfo", di quelle donate dalle collezioni Bartolini e Cozzani, oltre a quelle pervenute dalle varie manifestazioni espositive.
- Il Museo Tecnico Navale, ubicato nell'attuale sede accanto all'ingresso principale dell'Arsenale Militare a partire dal 1958, ha una storia centenaria; esso è stato istituito con l'intento di mantenere vivo il culto e le tradizioni della marineria militare italiana. L'esposizione annovera più di 150 modelli di navi ed imbarcazioni, circa 2500 medaglie, 6500 cimeli e 2000 documenti, oltre a 5000 volumi tecnici e storici.
- Il Museo Nazionale dei Trasporti, fondato nel 1986, espone diverse locomotive e alcuni carri ferroviari e vetture tranviarie.
Architetture militari
La più antica costruzione militare della città, in posizione collinare, è il Castello San Giorgio, la cui prima fase costruttiva è antecedente al XIII secolo. La Repubblica genovese costruì inoltre varie altre fortificazioni nel golfo a difesa dalle incursioni mussulmane.
L'antropizzazione dell'area del golfo della Spezia è quindi stata da sempre correlata alla funzione militare della zona.
Su questo presupposto, il presidio cittadino non poteva certamente essere da meno, tant'è che nel tessuto cittadino, dal XIX secolo, è presente l'Arsenale Militare Marittimo, una delle più importanti e antiche basi della Marina Militare Italiana.
Aree naturali
Giardini pubblici
I giardini pubblici della città, ricchi come sono di varie specie botaniche, costituiscono certamente un aspetto di grande importanza per il tessuto urbano e sociale della Spezia.
Nella prima metà del XIX secolo, quando la città ha cominciato ad espandersi oltre il perimetro delle antiche mura medioevali e la sua vita sociale divenne più attiva, fu creato il primo nucleo dei giardini pubblici. Nel 1825 il parco era situato nella zona dove sorge l'attuale Palco della Musica ed aveva il nome di Boschetto, in accordo alla moda dell'epoca che tendeva a disporre le aree verdi con intenti scenografici. Dieci anni più tardi il nucleo dei giardini pubblici si estendeva già fino ad inglobare il prato di fronte al palazzo Doria, in via Chiodo.
Fu comunque solo dopo l'apertura dell'Arsenale Militare che le aree verdi conobbero l'espansione più significativa. L'enorme quantità di terra ricavata via via dagli scavi dei bacini all'interno dell'Arsenale in costruzione venne riversata in mare proprio davanti al centro storico cittadino, rendendovi così disponibile spazio ulteriore a disposizione dello sviluppo dei giardini.
Negli ultimi anni dell'Ottocento l'area complessiva occupata dai giardini coincideva ormai con quella attuale, ma fu solo tra il 1920 ed il 1930 che essi assunsero l'aspetto definitivo che può essere ancora oggi ammirato.
All'interno dell'area dei giardini pubblici si trova l'imponente Monumento equestre dedicato a Giuseppe Garibaldi Negli stessi giardini pubblici sono collocati altri vari monumenti dedicati a personalità locali: tra questi è interessante il grande busto in marmo di Carrara dedicato al cantore delle Alpi Apuane, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi.
Ancora nei giardini è il Centro Salvador Allende, struttura polivalente utilizzata per convegni, mostre ed altri eventi culturali.
Il 2 giugno 2006, giorno della Festa della Repubblica, si è aggiunto un nuovo monumento in ricordo della resistenza dedicato alla quarta zona partigiana (La Spezia, Parma, Genova e Massa). L'opera, fortemente voluta dal Comitato Provinciale Unitario della Resistenza, da associazioni e da numerosi cittadini, è opera dello scultore Antonio Trotta.
Gli altri parchi cittadini
La Spezia, sin dalla sua nascita è sempre stata una città verde. Molti sono i parchi e i giardini compresi nella zona urbana che meritano di essere visitati e che consentono a tutti, anche a coloro che non hanno modo di spostarsi dalla città, di avere un contatto quotidiano con il "verde".
A nord della città, sulla collina di Gaggiola, si trova il Parco della Rimembranza, un'area verde che ha un'estensione di circa un ettaro, nei pressi del Santuario di San Francesco. Si tratta di un vero e proprio bosco di alberi di alto fusto, che ha al suo interno anche un piccolo laghetto. Il parco venne intitolato, il 4 novembre 1923, alla Memoria dei Caduti per la Patria, da qui il nome di Parco della Rimembranza. A ciascuno dei 538 spezzini caduti nella Grande Guerra venne dedicato un albero (cipressi sulla cima, querce, pini, tigli e larici sulle pendici). Il progetto venne redatto dal pittore Felice Del Santo e realizzato dall'agronomo Alfredo Bartolozzi.
Nella zona periferica ad ovest, tra i quartieri dei Buggi e separato dalla vecchie mura ottocentesche da Pegazzano, c'è il Parco del Colombaio, proprio alle spalle dello stadio Alberto Picco e costituisce un polmone verde per il ponente cittadino grazie ai suoi molti esemplari d'alto fusto. Offre servizio di ristoro (ed anche un disco-pub in estate) nonché un'area attrezzata per cani. È attraversato dalla nuova pista ciclabile che collega i quartieri Rebocco e Fabiano, e comprende un'antica costruzione, un tempo allevamento di piccioni viaggiatori del Regio Esercito.
Nel levante cittadino si trova il Parco XXV aprile meglio noto come Parco della Maggiolina. Esso è costituito da un vasto prato con la presenza piante d'alto fusto e piacevoli aree di sosta con giostre permanenti e aree giochi per bambini. È diviso in due dalla grande arteria di Viale Italia, ed ha entrate anche da via Parma, Corso Nazionale, via Prosperi e via Naef. Lungo la via Prosperi è accessibile anche una vasta area dedicata ai cani.
Inoltre sulle alture del monte Parodi, a pochi chilometri dal centro urbano, si trova la Palestra nel Verde, un suggestivo percorso fitness con attrezzi che oltre a consentire ai visitatori la possibilità di allenarsi tra boschi e macchia mediterranea, permette loro di poter ammirare lo spettacolo del litorale delle Cinque Terre e della città e del golfo dall'alto.
Società
Il parco della Maggiolina ha preso il nome dal dancing omonimo che il signor Barini Attilio costruisce, con permesso comunale, dopo la guerra. Il signor Barini Attilio, nato alla Spezia da genitori romagnoli (la cantante Milva è sua cugina) è musicista eclettico. Durante il servizio di leva suona il flauto traverso nella Banda della Marina Militare diretta dal M.o Aghemo. Amante di tutta la musica da quella lirica al jazz, suona,infatti, anche la chitarra, il banjo e la batteria, diventa socio fondatore della banda di Migliarina "G. Puccini" sorta nel 1945. Al termine della guerra, "sulle macerie belliche", costruisce un piccolo locale bar gelateria che presto trasforma in dancing: "La Maggiolina" (nome attribuitogli dal musicista e noto pittore Manlio Argenti,vivente). In essa si alternano vari complessi per il divertimento di tanti giovani musicisti spezzini che ne fanno il loro ritrovo: Argenti, Biso,Imparato, Lombardi,Dino Termine,Landi, Massa, Guatelli, Michi, Agresti,Florio, Conti, Bonazza, Tony Parisi, Canalini, Parlanti, i "Super Novas" i "Miuras" e tanti altri cantanti e valide orchestre presentati da Luciano Resta, Franco Levi e Nosei che allietano le serate degli amanti del ballo e della buona musica. Il celebre locale è stato poi abbattuto il 10 gennaio del 1967 per dare spazio ad un progetto che avrebbe voluto cementificare tutta la zona come già avvenuto in altre parti della città. Grazie ad un vecchio piano regolatore ed alla perseveranza di alcuni consiglieri comunali, in primis il prof. Paganini, ciò non fu possibile ed ora gli spezzini, ed in particolare i bambini, hanno un magnifico parco dove correre e giocare. Con la demolizione della Maggiolina è stata abbattuta la nicchia dell'orchestra che era stata decorata con un bellissimo affresco che rappresentava "il mare dei suoni" del grande pittore spezzino Ercole Salvatore Aprigliano. Alcune di queste notizie si trovano sul libro "DA BIONE ALLA SPRUGOLEAN" di Parducci - De Nevi ed. LUNAEDITORE.
Cultura
La Spezia fornisce innumerevoli possibilità culturali: con iniziative estemporanee, con i suoi luoghi d'interesse, ma soprattutto con tradizioni popolari radicate nel tempo e nel territorio. Recentemente la città ha aderito all'Associazione Città d'Arte e Cultura. Nel 2007 si sono svolte alla Spezia numerose iniziative nell'ambito del Festival della Scienza.
La città è priva di discoteche, ha un cinema multisala con anteprime nazionali e Dolby Surround, e una serie di sale cinematografiche minori.
Università
La Spezia, grazie alla volontà del sindaco Lucio Rosaia, è sede di un polo universitario, attivo dall'anno accademico 2001/2002 e con sede nel campus universitario Guglielmo Marconi, posto nella zona collinare della città. Il polo universitario offre cinque corsi di laurea: tre corsi di laurea triennale in
- ingegneria navale;
- ingegneria meccanica;
- informatica applicata;
- ingegneria nautica (corso di laurea specialistica);
- design navale e nautico (corso di laurea specialistica).
Si è molto dibattuto sullo spostamento della sede universitaria nella caserma militare Duca degli Abruzzi ormai in disuso che potrebbe rilanciare il polo G. Marconi dati gli ampi spazi dell'edificio militare.
Cucina
Il pregiato olio extravergine d'oliva della Spezia e il pepe nero sono alla base delle maggiori ricette della gastronomia spezzina, come ad esempio la tipicissima mescciüa, una zuppa di legumi e cereali.
La focaccia, la farinata di ceci, gli sgabei, i fiori di zucca ripieni e le torte di verdura sono tutte ricette tipiche della cucina ligure in generale e della gastronomia della Spezia in particolare.
La Spezia è nota inoltre per il suo mercato ittico in cui, tutte le mattine, è presente il pescato fresco delle acque locali, tra cui, immancabili, i muscoli e gli altri frutti di mare.
Il territorio del comune capoluogo è legato alla produzione del vino doc Colli di Luni e del doc Cinque Terre; le uve di Tramonti (frazione di Biassa), fino al momento della crisi provocata dalla filossera (1929), erano le più rinomate del territorio provinciale.
La frazione di Campiglia è rinomata per la produzione dello zafferano.
Della frazione di Pitelli famosi sono i ravioli di carne, patate ed erbette.
Ma una delle migliori specialità è costituita senza dubbio dai "muscoli" (le cozze) ripieni: la mitilicoltura, importata in città con l'arrivo delle maestranze meridionali impegnate nella costruzione dell'arsenale militare, ha avuto, fino a pochi decenni fa, gli allevamenti nei quartieri di Fossamastra e Canaletto. A seguito dell'epidemia di colera di Napoli e solo a scopo precauzionale gli allevamenti furono trasferiti a ridosso della diga foranea.
Eventi
Gli appuntamenti storici per la città sono essenzialmente due: la Fiera di San Giuseppe e la Festa del Mare.
La Fiera di San Giuseppe si tiene ogni anno il 19 marzo, in occasione della festa del Santo patrono della città. La fiera, della durata di 3 giorni, vede partecipare oltre 500 commercianti ambulanti, provenienti da ogni parte d'Italia, che espongono nella zona compresa tra piazza Europa, i giardini pubblici e il lungomare della passeggiata Morin. Tutta la città è coinvolta e sono abitualmente previste varie manifestazioni collegate all'evento. La fiera di S. Giuseppe è inoltre un'occasione per gustare alcuni tipici prodotti come i brigidini, lo zucchero filato, le mele candite e la porchetta.
Un altro appuntamento storico della città è la Festa del mare, che si svolge ogni anno la prima domenica del mese di agosto. Il protocollo della Festa del mare prevede la disputa del Palio del Golfo, la disfida remiera alla quale prendono parte le 13 borgate che si affacciano sul Golfo della Spezia, preceduta, il giorno prima, da una sfilata in maschera a tema per le vie del centro cittadino; l'intera manifestazione si conclude infine la domenica sera con uno spettacolo pirotecnico sulle acque del golfo.
Da alcuni anni si sono affiancate alle manifestazioni più radicate, come quelle appena citate, il "Pop Eye Festival", una rassegna musicale che a visto partecipare molti artisti di livello mondiale (Lou Reed, Patty Smith, Sonic Youth, Afterhours, ecc.) ed il "Cercantico", il mercato di oggetti d'epoca e di antiquariato che si svolge in Piazza Cavour (ovvero Piazza del Mercato) la prima domenica di ogni mese, eccetto i mesi di luglio ed agosto.
SpeziaExpò
Il 31 ottobre 2007 alla Spezia è stato innaugurato il nuovo centro fieristico LaSpeziaExpò.
Si tratta di una struttura realizzata interamente in acciaio, lamiera e vetro, vicino all'uscita della tangenziale sud, un investimento di circa nove milioni di euro, di cui due concessi dalla Regione, per un complesso che si estende su circa 9000 m² di terreno.
La struttura è composta da Piano terra (3500 m²), Primo livello (900 m²), Secondo livello (750 m²), per una volumetria totale di 50.000 metri cubi.
Geografia antropica
Quartieri
Antoniana, Buggi, Buonviaggio, Canaletto, Chiappa, Cittadella, Colli, Fabiano, Favaro, Felettino, Foce, Fossitermi, Fossamastra, Isola, La Lizza, La Pianta, La Pieve, Limone, Marinasco, Mazzetta, Melara, Migliarina, Montepertico, Pagliari, Pegazzano, Pianazze, Poggio, Porta Rocca, Prione, Rebocco, Ruffino, San Bartolomeo, Sant'Anna, Scorza, Spallanzani, Termo, Umbertino, Valdellora, Vicci..
Inoltre sono presenti cinque circoscrizioni amministrative.
Hinterland
L'Hinterland urbano della città della Spezia raggiunge i 180.000 abitanti, si estende oltre che su tutto il territorio comunale anche nelle zone limitrofe principalmente nei comuni di Vezzano Ligure, Lerici, Santo Stefano di Magra, Arcola, Follo, Riccò del Golfo di Spezia, Portovenere che creano un unico agglomerato urbano densamente popolato.
Economia
La Spezia deve il suo sviluppo economico e sociale alla costruzione dell'Arsenale Militare, avvenuta nella seconda metà dell'Ottocento, opera fortemente voluta da Cavour. La base navale, ancor oggi una fra le più importanti delle Marina Militare, ha avuto il merito di trasformare la città da borgo di pescatori in capoluogo di provincia, sede di importanti industrie specializzate in vari settori. Collegata all'importante base militare è la presenza dell'industria Oto Melara, una delle principali aziende italiane attive nel campo della difesa. Sono presenti anche altri importanti stabilimenti produttivi, quali Termomeccanica, una centrale termoelettrica Enel ed altre imprese molto attive nel settore delle costruzioni navali (Fincantieri, cantieri navali del Muggiano).
Il progressivo disimpegno nella zona da parte della Marina Militare, iniziato negli anni ottanta e culminato ai giorni nostri con la chiusura del Centro Addestramento Reclute ed il trasferimento di alcuni reparti presso la base di Taranto, ha determinato l'instaurarsi di un periodo piuttosto critico per l'economia spezzina, che ha inciso in modo negativo anche sull'andamento demografico della popolazione.
Attualmente sono comunque in corso numerose iniziative volte a favorire una nuova crescita economica: nel dettaglio molte zone non più necessarie alle attività militari sono state o stanno per essere riconvertite ad uso civile, in modo particolare nel settore della nautica da diporto, che è in forte espansione in questo periodo. Infine, punto di forza dell'economia spezzina sta diventando, negli ultimi anni, anche il turismo: questo fenomeno ha subìto una forte crescita sia in riviera (ricordiamo le Cinque Terre, visitate ogni anno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo) che nell'entroterra (in particolare in Val di Vara, zona all'avanguardia nel settore dell'agricoltura biologica).
Molti nuovi agriturismi sono nati nelle valli e sulle coste permettendo spesso il recupero di casolari agricoli in decadimento e conservando, quindi, l'aspetto paesaggistico di zone scarsamente abitate. La maggior attenzione alle produzioni agricole di qualità e biologiche ha incrementato anche un turismo enogastronomico, che unisce la tradizione dei piatti tipici alla fruizione delle bellezze naturali.
Infine, vicino alla Spezia, nel territorio del Comune di Porto Venere, si trova l'unico rigassificatore attualmente esistente in Italia, grazie al quale è possibile importare via mare, allo stato liquido, idrocarburi gassosi naturali, come il gas metano. Nel 2007 il progetto di ampliamento e ammodernamento dell'impianto a scatenato molte polemiche sia sul territorio comunale di Porto Venere, sia a livello provinciale.
Ecologia
Un territorio così ricco di rilevanze naturalistiche e di bellezze paesistiche porta con sé il rischio costante di essere alterato da iniziative e da interventi potenzialmente lesivi delle sue peculiari caratteristiche ambientali: così è stato nella storia degli ultimi decenni, con alcuni episodi, peraltro per lo più superati positivamente e tali da non aver intaccato in modo sostanziale un territorio tuttora di grande attrazione turistica.
Ecosistema Urbano 2007, il rapporto presentato il 23 ottobre 2006 da Legambiente, ha promosso Bolzano, Mantova e La Spezia come le città italiane più sostenibili sotto il profilo ambientale (il rapporto Ecosistema Urbano 2006 collocava La Spezia già al settimo posto)
In particolare, su 104 capoluoghi di provincia monitorati, il rapporto colloca La Spezia al 27º posto per quanto riguarda la qualità dell'aria, al 19º per bassa concentrazione di biossido di azoto, al 15º per quantità di aree pedonalizzate, all'11º per quanto attiene alle zone a traffico limitato, al 27º per quanto riguarda il verde urbano, al 25º per basso consumo pro-capite di carburante, al 21º per quanto riguarda le politiche basate sul risparmio energetico e la diffusione di fonti rinnovabili, al 13º per la percentuale di imprese certificate ISO 14001.
Negli anni passati La Spezia è stata oggetto di un'inchiesta riguardante la destinazione dei fusti di rifiuti tossici trasportati dalla nave Jolly Rosso, per una discarica di ingenti quantità di uranio impoverito e di amianto nell'Arsenale Militare, per l'interramento di rifiuti speciali e tossici sempre nelle adiacenze all'Arsenale (in località Marola), nonché per il riciclaggio della diossina di Seveso nella discarica di Pitelli, e di altri rifiuti tossici (tale inchiesta però fu archiviata in quanto il fatto non fu mai provato).
Balneabilità
Il Comune della Spezia non ha zone balneabili, a partire dallo sviluppo industriale successivo agli anni '50.
Sono balneabili unicamente la diga foranea, raggiungibile via mare, e la scogliera di Tramonti di Biassa e di Campiglia.
Rete fognaria
Forti investimenti per l'ammodernamento della rete fognaria hanno permesso negli anni '90 di alzare dal 38 al 76% la percentuale delle utenze cittadine collegate al depuratore, in località Stagnoni. Resta comunque alta la parte della popolazione esclusa da questo servizio.
Centrale termoelettrica
Nel territorio cittadino è presente una centrale termoelettrica ENEL, la Centrale "Eugenio Montale", che per dimensioni la seconda in Europa, alimentata da tre gruppi, due a metano, mentre solo il terzo è rimasto a carbone/olio combustibile e funziona, comunque, all'interno di un impianto a turbogas.
Le abitazioni civili in vicinanza del porto mercantile godono di contributi agevolati per l'acquisto di doppi vetri e condizionatori d'aria che dovrebbero proteggere dall'inquinamento acustico, dalle polveri e dai fumi provenienti dalle vicine attività industriali. Nonostante questi accorgimenti, ma anche per il concorso di altri fattori, la città ha il più alto tasso di mortalità per tumore alla pleura d'Italia. Questo poco invidiabile primato è causato soprattutto dalla forte esposizione della popolazione all'amianto e al conseguente sviluppo di un numero indescrivibile di casi di mesotelioma pleurico.
Dragaggio dei fondali
Negli ultimi anni è stato ed è tuttora molto attivo il dibattito sull'opportunità o meno della realizzazione di un dragaggio dei fondali del porto mercantile. Tale opera è stata proposta per consentire l'ingresso nel bacino anche alle nuove grandi navi porta-container, che sarebbero altrimenti costrette a privilegiare gli attracchi in altri moli dai fondali più profondi, facendo perdere alla città un'importante quota del mercato del traffico dei contenitori.
Questa prospettiva è invece osteggiata dalle associazioni ambientalistiche e da vari comitati locali, i quali temono che un intervento così drastico sui fondali del Golfo possa per sempre segnarne in maniera negativa il futuro, correndo il rischio di sollevare dal fondo del mare le sostanze inquinanti che lì si sono depositate con il passare degli anni. È stata rilevata la presenza di arsenico, cadmio e altre sostanza inquinanti.
A questa osservazione è stato controbattuto che il dragaggio rappresenta invece un'occasione utile proprio per consentire una bonifica dei fondali e, se compiuto a regola d'arte, sanerebbe la situazione esistente senza creare neppure disagi transitori.
Nel 2006 è stata infine conferita la Bandiera Blu degli Approdi Turistici alla città, per la qualità dei servizi del porto turistico (Porto Lotti).
Aeroporti
La città della Spezia non possiede alcun scalo aeroportuale. Tuttavia, nell'arco di circa 100 km, si trovano tre importanti scali aerei:
L'aeroporto "Cristoforo Colombo" a Genova, l'aeroporto "Galileo Galilei" a Pisa e l'aeroporto "Giuseppe Verdi" a Parma.
L'hub più vicino è l'Aeroporto di Milano-Malpensa.
Luni è sede di un aeroporto ed eliporto militare.
Altro
Oltre al porto mercantile e militare, la città è dotata di alcuni attracchi marittimi che consentono sia l'ormeggio di imbarcazioni da diporto, sia l'accesso al servizio di collegamento marittimo con altre località spezzine.
Dal molo Italia partono, nei mesi primaverili ed estivi, linee turistiche per Lerici, Porto Venere, Isola Palmaria, le Cinque Terre, Portofino e Genova. Alcune amministrazioni limitrofe hanno stabilito delle convenzioni con l'amministrazione spezzina e le aziende coinvolte nel trasporto pubblico per sfruttare la possibilità del collegamento "via mare" ove possibile. Da qualche anno è in atto un esperimento per fare sostare nel Golfo grandi navi di crociera, che, per ora attraverso mezzi precari, sbarcano migliaia di turisti che vengono avviati a visite guidate alla città ed ai suoi musei ed anche a Lerici, Porto Venere ed alle vicine Cinque Terre.
Sempre sul fronte trasporti, La Spezia fa parte del progetto europeo BEST, che si propone di diffondere l'uso del bioetanolo: in particolare, saranno costruiti 3 distributori, i primi in Italia, e saranno fornite 100 vetture che usano tale carburante.
Voci correlate
- Comuni italiani con più di 50.000 abitanti
- Dialetto spezzino
- Parco Nazionale delle Cinque Terre
- Riviera Ligure di Levante
- Lunezia
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
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